Papa Francesco ringrazia i cineasti: “non c’è fede senza stupore”

"Pensando a voi, mi è venuta in mente la prima pagina della Bibbia, il racconto della creazione". Le parole del Papa durante l'udienza in Vaticano con i membri della Fondazione Ente dello Spettacolo,


“Mi piace il lavoro che voi fate, il lavoro del cinema”. Lo ha detto Papa Francesco, parlando “a braccio”, durante l’udienza di stamane in Vaticano ai membri della Fondazione Ente dello Spettacolo, in occasione del 75mo anniversario di fondazione. In seguito ha consegnato loro il testo scritto del suo discorso, in cui si legge: “Il mondo, travagliato dalla guerra e da tanti mali, ha bisogno di segni, di opere che suscitino stupore, che lascino trasparire la meraviglia di Dio, il quale non smette mai di amare le sue creature e di stupirsi per la loro bellezza. In un mondo sempre più artificiale, dove l’uomo si è circondato delle opere delle proprie mani, il grande rischio è quello di perdere lo stupore. Condivido con voi questa riflessione e, affidandovi il compito di ridestare la meraviglia, vorrei ringraziarvi per quello che fate in un aspetto essenziale per l’evangelizzazione, perché non c’è fede senza stupore”.

All’udienza, insieme alla squadra della Fondazione, hanno partecipato esponenti della Chiesa e della Santa Sede, delle istituzioni del mondo del cinema, giornalisti, registi – tra i quali Giuseppe Tornatore e Liliana Cavani che hanno ricevuto il Premio Bresson, rispettivamente nel 2000 e nel 2018, l’unico premio cinematografico al mondo conferito dalla Santa Sede (in particolare dal Dicastero per la Comunicazione e dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione) insieme alla Fondazione Ente dello Spettacolo – che hanno condiviso con l’Ente un tratto importante del suo cammino negli anni.

Dopo aver ricordato che “in Italia il mondo cattolico ha dato vita a una molteplicità di esperienze legate alla comunicazione sociale e in particolare al cinema, da quelle dell’Azione Cattolica, alla Commissione nazionale valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana, dall’impegno delle parrocchie e degli oratori, fino alla grande stagione dei cineforum – ricordo anche quelli dei gesuiti – e, oggi, ai centri di ricerca nelle università”, il Pontefice ha spiegato che “pensando a voi, mi è venuta in mente la prima pagina della Bibbia, il racconto della creazione“. “Lo vediamo infatti scorrere quasi come un film, dove Dio appare autore e al tempo stesso spettatore”, ha commentato. Secondo Francesco, “è una storia di coinvolgimento, di bellezza e di passione: di amore. Ma al termine delle sue azioni creatrici, Dio compie un gesto sorprendente: diventa spettatore della sua opera, contempla quanto ha realizzato ed esprime il suo giudizio: ‘vide che era cosa buona’. Ma per l’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza, la ‘recensione’ è ancora più appassionata: ‘era cosa molto buona’”.

“In questa pagina sacra, cari amici, registi, attori, donne e uomini che lavorate nel cinema, possiamo trovare anche il senso del vostro lavoro culturale – ha evidenziato il Pontefice -. Da una parte c’è l’azione creativa, dall’altra il contemplare e il valutare. Mi pare che potete rispecchiarvi in questo meraviglioso affresco biblico, che ha affascinato tanti artisti e non finisce mai di stupire e di stimolare l’immaginazione e la riflessione”. Per il Papa, “sarebbero tante le suggestioni che si potrebbero ricavare. Ne colgo una, quella dello stupore. Sembra che Dio stesso provi stupore, meraviglia davanti alla bellezza delle creature, specialmente quando contempla l’essere umano. Vorrei dirvi: ripartiamo da qui, dall’arte come stupore, prima di tutto per chi la fa, per l’artista”. “Penso a quel capolavoro che è l‘Andrej Rublëv di Tarkovski – ha concluso -: l’artista rimane muto a causa del trauma della guerra. Viene da pensare a ciò che sta accadendo anche oggi nel mondo”.

C.DA
20 Febbraio 2023

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