‘Odio il Natale’, la serie che include più di una generazione

La serie tv in sei episodi, tratta dalla commedia svedese Natale con uno sconosciuto, sarà disponibile dal 7 dicembre su Netflix. Ad interpretare la protagonista Gianna, costretta a trovare un fidanza


Ha quasi 30 anni, lavora in ospedale, è schietta e diretta, il suo nome è Gianna – ovvio riferimento all’omonima canzone di Rino Gaetano – ed è la protagonista di Odio il Natale, serie tv italiana dal 7 dicembre disponibile su Netflix. Ad interpretare Gianna è Pilar Fogliati, da poco madrina del Torino Film Festival e che presto vedremo debuttare alla regia.

Odio il Natale è una commedia romantica in 6 episodi targata Lux Vide, si tratta della prima collaborazione tra Società – ormai parte del Gruppo Fremantle – e Netflix. “È la nostra prima volta con Netflix e siamo entrati in un modo di lavoro molto metodologico. Un’occasione per noi italiani di fare un’esperienza sofisticata e decisamente anglosassone”, sottolinea Luca Bernabei, produttore e AD di Lux Vide. Dal suo punto di vista Odio il Natale, che si ispira alla svedese Natale con uno sconosciuto,  “è una love comedy. Love comedy nel senso che parla di Amore. Amore familiare, amore fraterno, amore per il proprio lavoro. Ambientata in un luogo magico, in un’Italia che è contemporaneamente poco raccontata ma molto iconica, l’Italia che si specchia nella laguna tra Chioggia e Venezia. Luogo fisico, ma anche dell’anima. I canali, i ponti, le case sospese sull’acqua, come sono ancora sospese le vite delle nostre protagoniste, giovani donne pronte a spiccare il volo. Questa è una serie di risate, di pianti, di donne, di famiglie, di sbagli grossi come una casa, di scarpe e di speranza”.

Odio il Natale è una serie che parla di libertà e di amore, anzi amori, e che abbatte più di uno stigma, primo tra tutti: una trentenne non deve per forza essere sposata e con figli. In più è una serie di vera inclusione. “C’è la generazione Z, ci sono boomer e millennials”, commenta Pilar Fogliati. Il suo personaggio pur di non sentirsi fare più domande invadenti dalla madre riguardo la sua vita amorosa dice di avere un fidanzato che porterà a casa alla cena della vigilia, questo fidanzato però non esiste e così inizia il suo countdown verso il Natale. “Il mese di Dicembre diventa vera preparazione al Natale, momento in cui tutto si ribalta – aggiunge la Fogliati. Va ammesso che ‘il natalizio’ è diventato un genere cinematografico e artistico forse perchè si percepisce che in quel momento dell’anno 8 miliardi di persone si stanno facendo le stesse domande: chi sono, sono ho raggiunto o cosa ho perso?”. La serie segue la vita di Gianna tra le mura di casa che condivide con la sua migliore amica, a lavoro e nel tempo libero. Ci sono però diversi momenti che, quasi come un calendario dell’avvento, aprono ad uno stile diverso di narrazione, Gianna rompe ogni parete e parla rivolta verso lo spettatore: “si tratta di un audio-diario che serve a lei stessa per tenersi aggiornata su questi 24 giorni che deve usare per trovare un uomo o forse semplicemente per capirsi e stare in mezzo agli altri”.

A firmare la sceneggiatura di Odio il Natale è Elena Bucaccio insieme a Viola Rispoli e Silvia Leuzzi. È lei che rimarca l’avventura dietro la realizzazione di questa serie che gode di leggerezza. “Prendere il format nordico e adattarlo è stato sfidante. Abbiamo avuto massima libertà da parte degli autori della serie originale e da Netflix Italia”, dichiara. “Questa è una serie in cui ogni persona non conta come singolo ma come collettività e il Natale è visto per quello che è, ovvero una lente di ingrandimento in cui sei messo di fronte al bello e al brutto della vita, un momento però anche di una nascita e quindi di rinnovamento e cambiamento”.

Margherita Bordino
03 Dicembre 2022

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