“Cosa abbiamo mai fatto al Buon Dio?”. Se lo chiede la stressata coppia di sessantenni protagonisti di Non sposate le mie figlie (in francese Qu’est-ce que on a fait au bon Dieu, uno dei più grandi successi della scorsa stagione.
Claude e Marie Verneuil hanno ben quattro figlie: belle, realizzate, indipendenti, ma da maritare. Le prime tre convolano a nozze a distanza di un anno una dall’altra: la prima sposa un algerino, la seconda un ebreo di Tel Aviv, la terza un giapponese. E perfino loro che sono una famiglia aperta ora vorrebbero un matrimonio “tradizionale”, magari pure religioso secondo il rito cattolico: e l’ultima figlia si innamora proprio di un cattolico, ma di origine costadavoriana, e dunque nero. Commedia degli equivoci spassosa, il film affronta in maniera scherzosa il tema del razzismo, più o meno velato, che si insinua in tutte le nazioni. Siamo tutti tolleranti, più o meno, finché il ‘diverso’ per un motivo o per l’altro non viene a bussarci alla porta di casa.
Con una distribuzione in soli 621 cinema, il film ha attirato 200mila spettatori soltanto al primo giorno di programmazione, ricevendo anche il prestigioso premio Label des spectateurs UGC. Ora è a quota 174 milioni di dollari su scala internazionale. Esce in Italia il 5 febbraio, con 01.
Nel cast Christian Clavier (che ricordiamo in particolare per I visitatori e Asterix), Chantal Lauby,Frédérique Bel, Émilie Caen, Élodie Fontan, Julia Piaton, Ary Abittan, Frédéric Chau, Noom Diawara, Medi Sadoun.
Il musical di Bill Condon tratto dal romanzo di Manuel Puig è stato mostrato in anteprima al Sundance Film Festival
Stefano Sardo autore e regista di Muori di lei, titolo ispirato ad un brano dei Verdena, storia ambientata nel lockdown e girata a Cinecittà: con Maria Chiara Giannetta e Mariela Garriga protagoniste femminili, dal 20 marzo al cinema
Le riprese del nuovo film del regista premio Oscar inizieranno in primavera. In Italia il film sarà distribuito da PiperFilm
Lucky Red distribuirà il lungometraggio presentato in concorso a Venezia e tratto dal romanzo di William S. Burroughs. Prodotto da The Apartment, una società del gruppo Fremantle e Frenesy Film Company, e da Fremantle North America, in collaborazione con Cinecittà spa e Frame by Frame