‘Nata per te’: storia felice di un’adozione “impossibile”

Il film di Fabio Mollo in sala dal 5 ottobre racconta la vera storia di Luca Trapanese, genitore single e gay che dopo un lungo percorso riesce a ottenere l’adozione della piccola Alba, affetta da sin


Luca era gay, è ancora gay – e non è mai stato un problema – e oggi sta con lei. Lei è Alba, la bambina affetta da sindrome di down che con amore ha adottato nel 2018 dopo un lungo percorso contro i pregiudizi per l’affidamento.

Dolce, ben scritto e delicato è il film che racconta questa storia vera, Nata per te, al cinema dal 5 ottobre in 200 cinema con Vision Distribution, prodotto da Cattleya, diretto da Fabio Mollo su soggetto dello stesso Mollo e Giulia Calenda  e scritto dai due assieme a Furio Andreotti.

Il tutto tratto da un libro del protagonista della vicenda, Luca Trapanese, che lo ha elaborato insieme a Luca Mercadante.

Nel cast Pierluigi Gigante, Teresa Saponangelo, Barbora Bobulova, Alessandro Piavani e Antonia Truppo, con la partecipazione speciale di Iaia Forte. A volte il destino sembra incastrare perfettamente i pezzi. Per un uomo desideroso di essere papà, contro il volere del mondo, c’è una bambina abbandonata che ha bisogno di amore, che sembra proprio, come recita il titolo, “nata per lui”.

“La storia mi ha molto emozionato – dice il regista – e mi sono messo in contatto con Luca per conoscerlo. Sono stato accolto da lui e dal suo ambiente e poi col cast che ci ha messo tutta la passione necessaria allo sviluppo del progetto”.

Il vero Trapanese, assessore, proveniente da un’esperienza di sostegno dei ragazzi Down, presente in conferenza, racconta: “E’ certo strano come momento, un film racconta la mia vita e io sono ancora vivo. Questa cosa crea ansia e aspettativa, ma la storia è nata subito sotto una buona luce. Quando ho scelto di essere padre e preso in affido Alba non immaginavo cosa sarebbe potuto accadere dopo. Questa storia suscitava però una serie di domande, che volevano trovare colpevoli. Una donna ha abbandonato un bambino in ospedale, ma poi Alba è stata affidata e questo è il gesto più importante per Alba. Le coppie che non la volevano: ma Alba non è stata solo rifiutata. Bisogna chiedersi cos’è la sindrome di Down e perché le famiglie non sono aiutate. E quanto è complesso l’affido? E poi l’arrivo di un eroe. Anche questo non è vero. Non sono un eroe. Sono partito dall’esperienza della disabilità, ho fatto delle scelte ed ero pronto ad essere specificamente padre di una bambina disabile. Il film affronta tutto in maniera equilibrata e mi sono rivisto nell’interpretazione di Pierluigi e nella storia che è stata realizzata con grande sensibilità, senza violenza”.

Trapanese è stato il primo uomo single ad adottare una bambina in Italia: “la questione è giuridica. Non posso entrare in tribunale come single per chiedere l’adozione, ma posso chiedere l’affido. La straordinarietà è che Alba era nata in ospedale, lasciata in ospedale, e non riusciva a trovare coppie disponibili all’adozione. Mi è stato proposto l’affido, poi con l’avvocato abbiamo studiato il modo di tramutarlo in adozione. Ma è stato possibile solo per la coincidenza dei fattori “bambino disabile” e “genitore single che ne fa richiesta”. La legge viene dall’83, una legge all’avanguardia, considerato come in quegli anni consideravano gli omosessuali, i genitori single e i Down, che erano chiamati “mongoloidi”. La lista esiste, ma è di bambini esclusi, per un motivo o per l’altro, da un’adozione tradizionale. Io ero predisposto alla disabilità. Se anche fossi parte di una coppia oggi sceglierei comunque un single disabile. Ma cosa accade se un single entra in tribunale e non è pronto a prendersi cura di un bambino disabile? Immaginate quanto questo limiti le capacità sia dei genitori  che dei bambini”.

Approfondisce poi: “non era tanto una questione relativa all’omosessualità. Poteva succedere anche a una coppia etero. Inoltre, devo dire che quando sono stato giudicato da psicologi, tribunali e istituzioni nessuno mi ha chiesto se io fossi omosessuale. L’ho detto io. Volevo che tutto avvenisse in termini di verità, perché non volevo che qualcuno strumentalizzasse una cosa che per me non era mai stata un problema, ma che avrebbe potuto diventarlo. Il vero problema è che se io avessi oggi un compagno che cresce Alba con me e io morissi lui non avrebbe diritti affettivi o legali su di lei. Tantomeno c’è una società pronta a prendersi cura di un disabile quando il genitore non ci sarà più. Non viviamo più in una comunità. Manca tutto. Si basa tutto sullo sperare che il proprio figlio stia bene, sia il migliore e il figlio disabile capiti a qualcun altro”.

Dice Calenda: “anche se in teoria Luca e Alba erano una coppia perfetta, per qualche follia non potevano essere una famiglia. La famiglia non è solo quella biologica, ce n’è anche una “logica”. C’è un gruppo di persone intero attorno a questa bambina, che la ama, c’era solo da superare delle problematiche burocratiche. Tutti i personaggi sono stati curati, non ci sono personaggi maggiori o minori. Non sapevamo chi avrebbe interpretato ciascun personaggio, e gli attori hanno reso il tutto tridimensionale e sfumato”.

“Il sogno di ogni sceneggiatore – fa eco Andreotti – una vita così complessa e interessante, il rapporto con il regista ci ha messo nella situazione di confrontare anche la parte politica del film, parlando delle difficoltà che può avere un uomo che fa quel tipo di scelta, ma si tratta soprattutto di una grande storia d’amore. Ogni personaggio ha un peso importante per portare avanti la storia, ciascuno col suo punto di vista e la sua emotività”.

E’ d’accordo Bobulova, severo giudice nella pellicola: “L’amore non è solo tra un uomo e una donna. Il mio personaggio rappresenta le istituzioni e deve applicare leggi di 40 anni fa su casi di oggi. Per lei Luca è un extraterrestre, credo che ci sia anche molta paura nella società di oggi verso il cambiamento”.

Il protagonista Gigante commenta: “Ero ansioso di conoscere Luca, la persona che dovevo interpretare, ma ci siamo seduti in un ristorante e si è creata una vera bolla magica tra noi. Prima del lavoro viene l’umanità e tutto ciò che Luca mi ha dato”.

Teresa Saponangelo è l’avvocato che segue Luca nel suo percorso: “mi sono informata presso il Comune di Roma per capire che possibilità avessi come single divorziata per prendere in affido un bambino. Ti chiedono anche a che ora torni a casa da lavoro e se non sono le 14.00 perdi punti. Capisco che di fronte a bambini sofferenti vada privilegiata la presenza, ma le regole sono fin troppo restrittive rispetto alla società che è cambiata, film come questo servono proprio a mandare questo messaggio. Le regole devono seguire le esigenze della nuova società. Perché questa è anche la storia della nostra società”.

Chiude di nuovo Trapanese: “Voglio specificare che non sono in guerra e non considero la mia una battaglia. Io mi pongo in una situazione di dialogo, anche con il presidente Meloni a cui scrissi una lettera ben prima che assumesse la carica. Non c’è più bisogno di politici in lotta ma di gente che ragiona su temi comuni”. Il film è stato già acquisito da sky, che ne farà una punta di diamante della sua offerta.

21 Settembre 2023

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