L’Edipo moderno e musicale di Angela Schanelec

Un film liberamente ispirato al mito di Edipo in Concorso alla Berlinale, Music, firmato dalla regista tedesca Orso D’Argento nel 2019 per Ich war zuhause, aber


BERLINO – Un film liberamente ispirato al mito di Edipo in Concorso alla Berlinale, Music di Angela Schanelec, regista vincitrice dell’Orso D’Argento nel 2019 per Ich war zuhause, aber. Ma il mito classico è solo il punto da cui parte Angela Schanelec, una delle registe più originali della scena tedesca attuale, molto apprezzata anche all’estero (nel 2020 il Lincoln Center di New York ha ospitato un sua retrospettiva completa). In Music la storia e i personaggi si allontanano dalla rappresentazione mitologica per incarnarsi nella quotidianità dell’uomo moderno, offrendo una versione del mito contemporanea, raffinata, anche se a tratti enigmatica. “Non sono interessata a ciò che rende unico il mito, ma piuttosto a ciò che esso può dirci oggi. Mi interessa ciò che posso condividere con tutti, il normale e relazionabile. Tutto il resto risiede nell’inconscio del protagonista, che è anche quello da cui nasce il suo canto”, rimarca la regista.

La musica e il sonoro hanno un ruolo ben preciso e sostanziale, come del resto lascia intendere il titolo stesso del film. Un vero e proprio linguaggio attraverso cui i personaggi principali iniziano a esprimere realmente se stessi. “Qualcosa di difficile da tradurre in parole”, che la regista dice di aver avuto ben chiaro in mente sin dal primo momento, ma che ha faticato a trovare. Le canzoni che il protagonista canta sono di Doug Tielli, una ricerca, ammette Schanelec, che è stata particolarmente lunga e complicata. “Ho ascoltato musica per più di un anno fino a quando ho scoperto Doug Tielli, che vive nel Canada rurale e che ho poi incontrato a Toronto. Dopo il nostro incontro, mi ha inviato le canzoni a cui stava lavorando e che non aveva ancora pubblicato. Non ho mai avuto dubbi sulla decisione di scegliere la sua musica. È stato un colpo di fortuna”.

Sempre di colpo di fortuna parla anche quando definisce l’incontro con il cast, da Aliocha Schneidere Agathe Bonitzer, Marisha Triantafyllidou e Argyris Xafis. “Sono stati tutti incontri molto fortunati, così come con gli altri attori in Grecia. Poiché nel film c’è molto silenzio, aumenta l’attenzione per i volti, i corpi e il movimento. Il cast è decisivo, tutto emerge dagli attori e dalla loro natura. Nei casting non mi interessa vedere come gli interpreti cambiano o entrano nel ruolo, ma come appaiono nel fare o dire qualcosa”.

Carmen Diotaiuti
21 Febbraio 2023

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