Tra gli interpreti di Everything Everywhere All At Once, vincitore assoluto di questo giro di Oscar, c’è anche il veterano James Hong, che ha partecipato alla sua prima cerimonia alla veneranda età di 94 anni, dopo aver ricevuto una standing ovation ai SAG Awards 2023 il mese scorso.
Di fatto, è uno degli attori più anziani ancora in vita dopo la dipartita di Angela Lansbury, insieme a Mel Brooks e Micheline Presle, leggendaria attrice francese che ha festeggiato la tripla cifra con ben 100 anni.
Sul podio anche Dick Van Dyke, Gene Hackman, William Shatner, Robert Duvall e l’inossidabile Clint Eastwood.
Hong ha goduto di una lunga carriera che dura da sette decenni nell’industria dell’intrattenimento, iniziando la sua carriera di attore negli anni ’50, con più di 650 produzioni cinematografiche e televisive, che lo hanno reso uno degli attori più prolifici di tutti i tempi. Il curriculum di Hong comprende anche più di 30 cortometraggi e oltre 20 videogiochi.
Tra le sue partecipazioni più importanti ricordiamo Seinfeld, The Big Bang Theory, Blade Runner, Chinatown e Big Trouble in Little China. Ha anche doppiato Mr. Ping nella serie Kung Fu Panda e Chi-Fu in Mulan. Nonostante sia sotto i riflettori da molti anni, è molto riservato circa i suoi affari di famiglia. È sposato con Susan, 70 anni, dal 1977, e hanno una figlia, April, 44 anni. In precedenza era stato sposato con Pearl Huang, ma hanno divorziato nel 1973.
L’attore sembrava veramente di buon umore mentre abbelliva l’evento in abito nero.
“Si vede che se aspetti abbastanza a lungo, ce la farai – ha detto – Sono molto felice che mia madre mi abbia dato da mangiare certe erbe amare. Mi ha portato a 94 e 1 mese – ora devo contarlo per mese. Questo film mi ha dato la possibilità di essere qui oggi”.
Racconta poi a ‘Yahoo! Entertainment’: “Grosso Guaio a Chinatown è stato più o meno il punto di svolta della mia carriera. Da quello, è andato sempre tutto più in alto. Tuttavia, non ci sono stati ruoli importanti che hanno seguito quel grande spettacolo. Anche se sono stato riconosciuto come un bravo attore in grado di interpretare qualsiasi ruolo… ho creato quel personaggio di Lo Pan e ci ho messo dentro tutte le mie emozioni e i miei sogni. È diventato una persona. Ho sempre cercato di rendere i miei cosiddetti cattivi ‘realistici’, con sentimenti credibili. E in sostanza, Lo Pan voleva solo una ragazza [ride]. Voleva qualcuno da sposare e amare”.
Quanto a Blade Runner ricorda invece: “È stato un grande ruolo. Ci sarebbe stato dell’altro, ma non ne avevano il tempo. Ancora una volta ho imparato tanto dal regista Ridley Scott. Tutto quello che faceva aveva quel tocco di genialità…”.Infine, ne approfitta per parlare della situazione degli attori asiatici: “Con gli East West Players ho avviato un movimento ed è cresciuto perché ce n’era bisogno. Ora, andremo ai premi SAG, andremo agli Oscar, e molti asiatici stanno vincendo premi… Ci sono colleghi là fuori che ora ci supportano, e produttori e registi asiatici che stanno creando opere molto importanti. Non facciamo più solo i ferrovieri e le persone che vengono salvate continuamente dai bianchi. In Everything Everywhere All at Once, ad esempio, noi siamo gli eroi”.
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