Il passato è una terra straniera


“Il passato è una terra straniera”, il thriller psicologico di Gianrico Carofiglio, premio Bancarella 2005 e pubblicato in mezzo mondo, diventa un film che il magistrato barese 46enne da qualche anno scrittore ormai di culto ha sceneggiato con suo fratello Francesco, Massimo Gaudioso e Daniele Vicari. Quest’ ultimo, già autore dei notevoli Velocità massima e L’orizzonte degli eventi ne dirige in questi giorni una trasposizione realizzata da Domenico Procacci, per Fandango, con Tilde Corsi e Gianni Romoli, per R.C. produzioni, insieme a Rai Cinema e con il supporto della neonata e già iperattiva Apulia Film Commission.

 

Ne è protagonista Elio Germano, attore-simbolo della nuova generazione rivelato al grande pubblico da Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti ma scelto da Vicari due anni fa, appena convocato per dirigere il progetto. Al fianco del giovane attore romano, vincitore quest’anno del David di Donatello, recitano Michele Riondino – giovane e dotato interprete tarantino già prenotato in teatro da Marco Baliani – Chiara Caselli, Valentina Lodovini (lanciatissima dopo il bel successo ne La giusta distanza di Carlo Mazzacurati), Romina jr.Carrisi e Daniela Poggi.

Il film è stato presentato a Bari dai suoi artefici principali in una pausa delle riprese che, dopo Barcellona e Roma, saranno ambientate per cinque settimane nel capoluogo pugliese e per alcuni giorni a Taranto, scenario di alcune sequenze che nella finzione rappresentano la Bari vecchia oscura, pericolosa e non ancora “risanata” di qualche anno fa.

 

Studente modello figlio di intellettuali borghesi, Giorgio (Germano) conduce la vita ordinaria e senza crepe apparenti di un ragazzo di 22 anni, fino a quando non incontra Francesco, un ragazzo bello ed elegante, abile baro nel gioco del poker in ville sontuose o in bettole anonime, che esercita su uomini e donne un fascino misterioso ed oscuro. In una Bari dai contorni sfocati, dove ambienti segreti e torbidi fanno da sfondo a una quotidianità tranquilla e rassicurante, Giorgio diventa suo amico e complice, passando da partire truccate a viaggi reali e immaginari, frequentando senza sentimenti annoiate signore d’alto bordo ed imparando a muoversi nei luoghi dove la buona e la cattiva società sembrano confondersi. A poco a poco Giorgio vede l’immagine di se stesso sgretolarsi per lasciare posto a qualcosa di sconosciuto, che gli fa paura e al tempo stesso lo attrae e così diventerà inarrestabile la discesa agli inferi che lo trasporterà verso un finale sorprendente.

 

A chi gli chiede che cosa l’abbia spinto a mettersi in gioco anche come cosceneggiatore Gianrico Carofiglio risponde: “Ho vissuto questa esperienza come un gioco, nel senso più vitale del termine. Mentre altri scrittori affermano che quando scrivono non leggono o non vedono film perché temono di essere ‘contaminati’ a me invece piace sconfinare, creare contaminazioni tra le cose di cui mi interesso. Fin dall’inizio di questa avventura nel cinema sapevo che la sceneggiatura che scrivevamo avrebbe dovuto essere qualcosa di diverso ed autonomo rispetto al mio libro, e che doveva rivisitarne alcune situazioni. Credo in un cinema fortemente legato al nostro presente storico – afferma ancora lo scrittore – per me è importante andare a scavare nel momento che sto vivendo. Da qui una mescolanza di tempi e di luoghi dove Bari diventa una città non ‘da cartolina’ ma insieme moderna ed arcaica, basata su personaggi forti, il cui stato emotivo è rappresentato dal paesaggio intorno a loro. Ci tenevo che il film continuasse ad esprimere il racconto di un confine che viene continuamente attraversato da un lato e dall’altro, del dualismo tra bene e male tra regole e violazione delle stesse, di un viaggio inquietante nei territori della mente e in quel tempo fragile e misterioso che separa la giovinezza dall’età adulta, in cui le cose che accadono ci cambiano per sempre”.

 

Vicari ricorda di essere stato subito affascinato da alcune situazioni del romanzo che lo riguardano da vicino. “Ho realizzato diversi documentari calati nella realtà italiana che credo possa essere raccontata anche attraverso il paesaggio interiore degli individui. E in questa storia la mia ambizione è di parlare ancora della complessità dell’Italia, indecisa tra passato e futuro. Nel romanzo di Gianrico – prosegue – ho trovato straordinario il personaggio di Giorgio, simile ai grandi protagonisti dei romanzi dell’Ottocento che vedono esplodere le loro vite con forti contrasti nei quali o si affronta il mondo o si implode. Ma nella sceneggiatura abbiamo pensato di trasportare il protagonista dal 1989 ai nostri giorni per vederlo improvvisamente rievocare quel particolare periodo in cui la sua vita è stata su un crinale, alternando poi in scena passato, presente e futuro”.

 

Per Germano è difficile parlare del proprio personaggio mentre il film è ancora in lavorazione. “Posso dire solo che Giorgio, il mio personaggio, si delinea man mano che la vicenda si sviluppa, è pieno di ambivalenze, in lui accadono varie cose, ma sembra che tutto avvenga fuori e lui sia inconsapevole. Non mi lascio condizionare però dalle sue origini letterarie, in genere evito sempre di leggere i libri da cui vengono tratti i film in cui recito, perché il cinema è un territorio dove si fa interpretazione”.

 

Michele Riondino è Francesco, un giovane cinico e determinato che fa del poker il suo stile di vita, ma che a differenza degli altri non si nasconde e mantiene ben saldo il valore dell’amicizia che lo unisce a Giorgio.

Chiara Caselli interpreta Maria, la bella moglie “di rappresentanza” di un uomo importante, che aiuta il marito a fare affari con le pubbliche relazioni, ma ha una doppia vita notturna di giocatrice di poker nelle bische clandestine della città, dove incontra Giorgio, entrando con prepotente passione nella sua parallela seconda vita.

Valentina Lodovini è Antonia, una ragazza oggetto di un’assurda violenza che rappresenta l’evento inaspettato che porterà Giorgio a fare scelte diverse; mentre simboleggia per lui il passato la Giulia di Romina jtr.Carrisi, una ragazza di famiglia borghese che vive dietro una vetrina di perbenismo e cerca inutilmente di coinvolgerlo nella sua vita rigida e schematica.

 

La collaborazione di Domenico Procacci e della Fandango con Carofiglio proseguirà sia con la trasposizione per il cinema di “Ragionevoli dubbi”, il terzo romanzo edito da Sellerio che ha come protagonista l’ormai celebre avvocato Guerrieri già al centro dei precedenti “Testimone inconsapevole” e “Ad occhi chiusi”, sia con una serie televisiva tratta da “Cacciatori nelle tenebre”, il recente romanzo a fumetti scritto da Gianrico e disegnato dal fratello Francesco, ed infine con un progetto, da definire, ispirato dal saggio “L’arte del dubbio” che rielabora materiali processuali e fiction.

autore
20 Novembre 2007

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