“Il lavoro non è tutto nella vita”: una grande verità per tutti noi, ma non per il signor Imbruttito. Businessman di successo, sempre di fretta e con pochissimo rispetto per gli altri, soprattutto se di periferia o, peggio, poveri, dedica la sua intera esistenza a un’unica forza suprema: la dea fattura. È il Milanese Imbruttito, celebre personaggio, creato da Tommaso Pozza, Federico Marisio, Marco De Crescenzio, interpretato da Germano Lanzoni e diventato popolare grazie a una serie di video virali sui social network.
Questa grottesca maschera del lavoratore ossessionato dal business, esce dal web e approda sul grande schermo con Mollo tutto e apro un chiringuito, film diretto dal collettivo Il terzo segreto di satira composto da Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi, in uscita nelle sale il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, distribuito da Medusa.
Qui troviamo tutti i personaggi che abitualmente popolano i video del Milanese Imbruttito, come l’eterno stagista Giargiana (Valerio Airò Rochelmeyer) o il Nano (Leonardo Uslengo), rampollo di casa Imbruttito plasmato dal padre per essere una vera e propria macchina da business. A questi si aggiungono i nomi nuovi di Claudio Bisio, il capo assoluto dell’azienda che con la sua ricerca zen della pace interiore rappresenta l’antitesi dell’Imbruttito, e Paolo Calabresi, “l’Elon Musk italiano” che dà il via alla trama del film rifiutando di firmare un contratto milionario con l’Imbruttito. Questa solenne batosta lavorativa lo costringerà a rimettere in dubbio le sue priorità gettandosi a capofitto in una nuova sconsiderata avventura: aprire un chiringuito in Sardegna. Ma lo sperduto paesino di Garroneddu non è proprio la costa Smeralda e l’Imbruttito dovrà conquistare la fiducia degli scettici paesani per trasformare la sua attività in business di successo.
Il cinico imprenditore si trova dunque costretto a smussare le proprie asperità, per aprirsi a un gruppo di persone dedite a una vita in armonia con la natura e del tutto inadatte al ritmo lavorativo di Milano. L’umanità dell’imbruttito farà capolino sempre di più, fino all’inevitabile scoperta di avere egli stesso una coscienza, eppure la maschera che tutti conoscevamo, così come quelle dei suoi comprimari, non verrà mai del tutto sollevata, impedendogli di diventare un personaggio a tutto tondo. Quando si sceglie, d’altronde, di non dare neanche un nome al proprio protagonista, e relegare alla stessa sorte personaggi cruciali come Giargiana e il Nano, è chiaro che non si sta ricercando un effetto realistico, ma più caricaturale.
Il film è un corollario di gag spesso ben riuscite, che però fatica a scrollarsi di dosso la patina di prodotto per il web, soprattutto per quella caratteristica tipica dei contenuti popolari sui social, ovvero il frequente inserimento di product placement, pensati per venire amalgamati, più o meno coerentemente, con la narrazione. Ma mentre questa pratica non infastidisce su un breve video di Facebook, risulta un po’ vistosa sul grande schermo, ottenendo il non felice risultato di ricordarci di essere seduti in una sala a guardare un film, che ha, giustamente, bisogno di finanziamenti per essere sostenuto. Una scelta interamente mirata a fini commerciali che, ironicamente, il Milanese Imbruttito avrebbe di certo apprezzato.
Tutt’altro che fastidioso è, invece, lo spot gigantesco offerto alla regione Sardegna: i panorami mozzafiato e i continui riferimenti alla cultura sarda, infatti, rappresentano il cuore del film, dando spazio a luoghi ricchi di fascino, spesso colpevolmente dimenticati dal grande cinema commerciale. “Per noi è stata una sfida che ci ha divertito e dato energia ed entusiasmo – ha detto l’ad di Medusa Giampaolo Letta – anzi la sfida è doppia perché portiamo fuori Milano un personaggio molto nordico”
Con il carico di aspettative portate da un personaggio conosciuto e apprezzato da milioni di italiani, Mollo tutto e apro un chiringuito entra a gamba tesa nella calca cinematografica natalizia, con la sicurezza di chi sa di stare dando al proprio pubblico esattamente quello che cerca: divertimento all’insegna della regola aurea dell’Imbruttito, quella delle “due F”, la fattura e… quell’altra cosa.
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