Giorgio Amendola, su YouTube la docu-serie sull’Indiana Jones della Resistenza

Presentato in Campidoglio il progetto dedicato al partigiano e uomo politico. Online il podcast Spotify e la web-serie in quattro puntate


Come rendere i fatti storici appetibili e soprattutto fruibili per un pubblico giovane? Semplice, raccontandoli con l’audiovisivo. Questo è il proposito con cui il progetto della docu-serie sullo scrittore, partigiano e politico italiano Giorgio Amendola (1907-1980) ha iniziato man mano a prendere vita grazie al contributo delle ricostruzioni storiche di Giovanni Cerchia, Prospero e Domenico Cerabona. Tratto dal libro Giorgio Amendola nella storia d’Italia a cura di Loris Dadam e grazie al supporto dell’omonima Fondazione Giorgio Amendola e di Arret Film, è nata la docu-serie biografica su una delle personalità più influenti della storia italiana del XX secolo al fine di marcare l’importanza dei prodotti audiovisivi storici a fruizione pedagogica.

Presentata in Campidoglio, ha visto la presenza del consigliere comunale di Roma Capitale Lorenzo Marinone delegato alle politiche giovanili, il quale ha rimarcato l’importanza di “avere uno sguardo al passato con delle radici ben profonde ma ovviamente rivolte al futuro, utilizzando dei linguaggi nuovi e più stimolanti in quanto è sempre più complicato coinvolgere le nuove generazioni sui temi della politica, attualità e sull’impegno civile”.

Da sempre attratto dalla figura di Giorgio Amendola, Tommaso Landolfo (consulente di adattamento della serie) si è dedicato (fin da giovanissimo) alla ricerca sul politico italiano e, dalle indagini è emersa una personalità complessa con una vita segnata da vicende personali concretizzate poi in scelte molto drastiche. “Amendola rappresenta uno spaccato del nostro paese proprio perché ha vissuto e operato negli anni di cambiamenti e rivoluzioni epocali”. Lo scopo del progetto sostenuto dalla Fondazione Giorgio Amendola è proprio quello di far conoscere ai ragazzi l’importanza di mettersi in discussione e di essere sempre attori (anche se con una piccola parte) di quello che ci circonda. La docu-serie può rivelarsi dunque come uno strumento in più per conoscere i fatti del passato e con un linguaggio più vicino alle nuove generazioni. Il fine? “Stimolare il senso critico dei giovani e invogliarli ad essere sempre partecipi di quello che accade” conclude Landolfo.

Il progetto divulgativo incentrato su questo personaggio storico è stato pensato inizialmente per una fruizione audio con il podcast su Spotify per poi estendersi anche al linguaggio audiovisivo con la docu-serie composta da quattro episodi disponibile sul canale YouTube della Fondazione. In tal senso, la voce narrante di Paolo Tortomano ha assunto un peso fondamentale in quanto è il magma originario da cui ha preso vita il prodotto audiovisivo configurandosi come l’accompagnamento per i disegni, le illustrazioni, le immagini e i video d’archivio che si susseguono come stessimo sfogliando le pagine della storia di Resistenza. Le illustrazioni in bianco e nero realizzate da Giulia Pavani si fondono con precisione a immagini storiche e motion design creando un linguaggio chiaro, semplice e di forte impatto.

Il medium audiovisivo ha da sempre un ruolo pedagogico proprio per la sua “capacità di rivelarsi sempre un forte aggancio emotivo” e per questo, “i progetti nati dalle consulenze storiche dovrebbero essere inseriti nell’istruzione pubblica” dichiara il regista Davide Mela. La docuserie si offre come mezzo di studio efficace e appetibile grazie proprio “all’alto potenziale cinematografico della vita di Giorgio Amendola” e “ho trattato la miniserie come se Amendola fosse una sorta di Indiana Jones che saltava da un punto all’altro dell’Europa, come fosse un personaggio d’azione ma in un contesto storico e politico molto animato” conclude il regista.

Un’iniziativa che si offre come contribuito alla crescita intellettuale e morale delle nuove generazioni parlando loro con un linguaggio giovanile più stimolante “al fine di far sviluppare il pensiero critico, la capacità di analisi e la consapevolezza sull’importanza dei propri e altrui diritti, concorrendo alla crescita armoniosa e responsabile dei cittadini di domani. Obiettivi ambiziosi ma necessari, che ben si sposano con l’anelito di conoscenza, libertà e indipendenza di Giorgio Amendola» conclude il direttore della Fondazione Domenico Cerabona.

Giulia Corsi
06 Febbraio 2024

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