‘Footloose’, la grande festa del cinema adolescenziale

Il musical cult con Kevin Bacon è uscito il 17 febbraio di 40 anni fa


Ci sono dei film che quando compaiono sullo schermo, innescano immediatamente un “viaggio nel tempo” meglio di una madeleine proustiana. Storie intrise di nostalgia per chi le ha vissute e, talvolta, anche per chi non c’era a quei tempi. Footloose è in questo senso esemplare. Puro cinema anni ottanta adolescenziale, ha fatto ballare milioni di persone in tutto il mondo in questi suoi 40 anni di vita che ufficialmente cadono il 17 febbraio, giorno in cui per la prima volta uscì nei cinema americani.

Critica e successo

Come spesso accade ai classici, o meglio ai cult, non ebbe un’accoglienza al profumo di rose. E quando uno dei guru della critica mondiale, Roger Ebert, scrive sul “Chicago Sun-Times”: “un film seriamente confuso che cerca di fare tre cose, e le fa tutte male. Vuole raccontare la storia di un conflitto in una città, vuole introdurre adolescenti particolarmente vistosi e per una parte del tempo vuole essere un video musicale, fallendo in ogni aspetto”, l’inizio non è dei più confortanti. Eppure…

Eppure i giovani dell’epoca si innamorarono a ritmo di danza della storia di Ren McCormick che si trasferisce, insieme alla madre, da Chicago alla gretta provincia americana di Beamont, dove l’influente Reverendo Shaw Moore ha messo al bando musica e il ballo, responsabili a suo dire dell’incidente mortale del figlio, reduce appunto da una serata danzante. Ma Ren, complice Ariel, l’altra figlia del Reverendo è deciso a rompere, a ritmo di coreografie rock&sexy l’incantesimo castrante della cittadina.

Il film è ispirato con una certa libertà narrativa a eventi reali accaduti nella piccola cittadina rurale di Elmore City in Oklahoma dove si registrava un inconsueto divieto di ballo in vigore da circa 90 anni, fino a quando nel 1978 un gruppo di liceali ne aveva contestato la validità. Footlose fu girato invece nello Utah nel maggio del 1983 e alcuni luoghi delle riprese nella cittadina di Payson come il Lehi Roller Mills e la High School dove fu ambientata una delle scene più iconiche del film (cioè il ballo di fine anno) sono rimaste intatte e ancora attirano tantissimi visitatori da tutto il Paese.

Bacon delle meraviglie

Alle pellicola fu assegnato un premio Oscar per la miglior colonna sonora, ma chi davvero beneficiò del successo del film fu il suo protagonista maschile: Kevin Bacon. Nei panni di Ren conquistò frotte di adolescenti innamorate e ancora oggi, a distanza di 4 decenni, afferma che la gente lo riconosce e lo ferma per strada parlandogli di Footloose.

“Quando ho fatto questo musical, non ero un ballerino. Non avevo una formazione da ballerino – ha dichiarato l’attore ora 65enne. – Se devo essere sincero, non avevo nemmeno capito che si trattava di un film sulla danza. Pensavo che fosse solo un film e poi, quando indicavano che c’era da ballare, mi dovevo alzare in piedi”. Più volte ha dichiarato che non si aspettava e non voleva quel tipo di fama, avendo come modelli Dustin Hoffman,  John Cazale o De Niro. Il suo desiderio era lavorare con Scorsese. Ma il successo, si sa, segue strade imperscrutabili.

Il segreto della longevità

Footlose, come il suo protagonista, è invecchiato bene, grazie a uno stile leggero e  una colonna sonora memorabile nella quale spiccano la canzone di Kenny Leggins che dà il titolo al film e la bellissima The girl get’s around di Sammy Agar.

Anche il cast è tutt’altro che casuale. Accanto a Kevin Bacon, che da qui prende il volo per una luminosa carriera che lo porta ancora oggi a ruoli in film importanti – come nel successo Netflix Il mondo dietro di te (2023) – ci sono Lory Singer, Sarah Jessica Parker, Dianne West, il compianto Chris Penn, fratello di Sean e nel ruolo del severo reverendo, uno dei caratteristi più solidi del cinema hollywoodiano: John Lithgow che quell’anno ricevette la candidatura agli oscar per la sua interpretazione in Voglia di tenerezza.

Lithgow davvero illumina la pellicola con la sua performance, ribadendo ancora una volta le sue straordinarie qualità di attore. Regala al suo personaggio una ampia gamma di sfumature emotive e rende credibile il suo arco di trasformazione fino alla redenzione finale.

Con Footloose, la società di produzione Paramount mirava ad ottenere un altro affare colossale, come era successo a livello planetario con Flashdance che solo l’anno prima partendo da soli 7 milioni di dollari di budget ne aveva incassato trenta volte tanto.

L’idea iniziale era di affidare il progetto al grande Michael Cimino che avrebbe dovuto così risalire in sella dopo il terrificante flop de I cancelli del cielo del 1980. Ma, portandosi dietro lo stigma di una caduta così spettacolare e chiedendo un budget molto più alto delle aspettative della produzione, la Paramount decise di non rischiare affidando la regia a Herbert Ross, ex coreografo di Broadway che aveva diretto con successo Barbra Streisand in Fanny Lady.

Footlose registrò ottimi incassi e si andò a piazzare in quel poker di dance-movies – insieme a Flashdance, Saranno famosi e Dirty Dancing – che negli anni 80 spopolarono specialmente tra i giovani: pellicole a passo di danza con un tocco romance, colonne sonore furbe e coinvolgenti, coreografie capaci di far ballare il pubblico sulle poltrone. E da allora trovarono residenza fissa nell’immaginario collettivo degli spettatori cinematografici.

Nel 1998 a Broadway arriva una versione musical per il teatro, mentre nel 2011 la Paramount ci ha riprovato realizzando un remake per il grande schermo ambientandola in Georgia e affidando la regia a Craig Brewer.

Commercialmente non è andato male costando 24 milioni di dollari e incassandone 63, ma certo non ha replicato i numeri dell’originale. Quello che sorprende è che, pur attenendosi strettamente all’originale del 1984, il regista è riuscito a infondere al suo remake un’energia trascinante, rendendo la storia decisamente intrigante anche per una nuova generazione di spettatori.

 

Manlio Castagna
18 Febbraio 2024

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