‘Fallen Leaves’, un tenero Kaurismäki con il cuore all’Ucraina e a Chaplin

In concorso a Cannes, Fallen Leaves è una commedia romantica nel pieno stile del grande regista finlandese Aki Kaurismäki


CANNES – “Charlie Chaplin è il migliore di sempre. Mi piacciono Ozu, Bunuel, Bresson ma lui non ha eguali perché fa le cose semplici”. Per il suo ultimo film Aki Kaurismäki prende ancora una volta alla lettera la lezione del suo maestro di cinema, portando al 76mo Festival di Cannes una storia di una genuinità disarmante. Nella tradizione del grande regista finlandese, anche Fallen Leaves va dritto al punto, senza inutili orpelli, centrando precisamente il bersaglio.

Considerato “il quarto capitolo” de “la trilogia dei perdenti” portata in scena da Kaurismäki dal 1986 al 1990, Fallen Leaves racconta della storia d’amore tra due cuori solitari nei bassifondi di una Helsinki mai così grigia. Lei viene licenziata dal lavoro di scaffalista in un supermercato perché trovata a rubare un panino scaduto destinato al cassonetto, lui perde il suo ruolo di metalmeccanico per via del suo alcolismo. Entrambi non sono di certo dei chiacchieroni e si riconoscono come anime gemelle all’istante, senza dire una parola, con un tenerissimo gioco di sguardi durante una caotica serata al karaoke. Il destino li avvicinerà e li allontanerà numerose volte, tra un lavoro e l’altro, tra una piccola sfortuna e una disgrazia sfiorata, fino a quando quella piccola fiammella di un amore anche solo immaginato non darà loro la forza di andare oltre la depressione: lei adottando un cucciolo randagio, lui guarendo dal suo alcolismo.

Sorprende la semplicità con cui l’autore riesce a tratteggiare questi caratteri usando il minor sforzo di parole e situazioni, non solo grazie a una sceneggiatura scritta di getto in appena 30 ore, ma anche per la portentosa presenza scenica dei due protagonisti, capaci di cogliere e valorizzare ogni sfumatura dei loro personaggi. “Era tutto chiaro nella sceneggiatura. – dichiara l’attrice Alma Pöysti – era tutto là: due persone solitarie con tante delusioni nel loro bagaglio. Più si va avanti con l’età, più è difficile trovare il coraggio per innamorarsi”. “La cosa più importante del mio personaggio – aggiunge il suo co-protagonista Jussi Vatanen – è che nessuno conosce il suo nome, anche il suo migliore amico (ndr. lo chiama per cognome). È un lupo solitario, gli piace stare solo tra sé e i suoi pensieri”.

Kaurismäki infarcisce il suo film di riferimenti al cinema e alla musica che ama, in un felice pastiche di locandine cinematografiche e musiche al jukebox, dalla versione finlandese di Mambo Italiano a Rocco e i suoi fratelli, fino ad arrivare all’amico Jim Jarmusch. Ma a fare da legame a questa storia tanto deprimente da fare il giro e diventare esilarante, c’è qualcosa che non può essere trascurata: la guerra in Ucraina, che torna ciclicamente nelle vite nei personaggi ogni qual volta si accende una radio, con le terrificanti news dal fronte. “È stato inevitabile per me parlare dell’ingiustificata invasione della Russia. – dichiara il regista – Non potevo non farne riferimento perché i film durano per sempre. Alla fine degli anni ’80 ho messo in un film uno spezzone di piazza Tienanmen, in modo tale che quelle immagini restino per sempre. È per questo che l’ho fatto anche con questa guerra crudele. Non potevo usare le immagini e quindi l’ho messa nella radio”.

Con la lucidità e lo stile puntuale delle pellicole di una volta Fallen Leaves inizia e termina con la nostalgica leggerezza delle foglie cadute che si citano nel titolo. Il film, infatti, dura solo 81 minuti, screen time ormai più vicino allo standard televisivo che cinematografico. Certamente l’autore finlandese ci ha abituati nel corso della sua lunga filmografia a opere di tale brevità, ciò a cui difficilmente ci si abitua, però, è quella piacevole sensazione di finire un film e volerne ancora un po’.

Carlo D'Acquisto
23 Maggio 2023

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