Fabio Conversi, il nostro uomo a Parigi


N,Il cinema italiano ritorna in grande stile in Francia: il 25 ottobre, uscirà N. di Virzì con Auteuil e la Bellucci, a dicembre La stella che non c’è di Amelio; a gennaio L’amico di famiglia di Sorrentino e poi Lezioni di volo di Francesca Archibugi e La bestia nel cuore di Cristina Comencini, nelle sale subito dopo il lancio del libro omonimo, come avvenuto per Romanzo criminale, uscito a febbraio a ridosso del romanzo di Giancarlo De Cataldo da cui è tratto a cui l’autorevole “Liberation” ha dedicato tre pagine inaugurando una grande attenzione mediatica.

Dietro tutto questo ci sono l’intuito e l’esperienza di Fabio Conversi, il 50enne produttore romano che ha trasformato in breve l’ufficio parigino della sua BaBe film nell’avamposto italiano di varie opere di qualità da lui co-prodotte (insieme alla Cattleya, ma non solo). Dopo un lungo apprendistato come operatore con maestri della luce come Peppe Lanci e Franco Di Giacomo, Conversi si è trasferito 18 anni fa a Parigi dove è diventato un apprezzato direttore della fotografia prima di dirigere tre film (Il clone in Francia, Malefemmine con Giovanna Mezzogiorno e Tra due mondi con Michele Placido in Italia). “Ho capito presto di non essere all’altezza degli autori con cui ho avuto la fortuna di lavorare e ho cercato allora di diventare un interlocutore costruttivo per chi gira un film mettendo a disposizione la mia conoscenza della vita di un set per proporre soluzioni meno dispendiose”, spiega, aL'amico di famigliaggiungendo che “oggi il lavoro principale di un produttore riguarda la fase dello sviluppo: arrivare al primo giorno di riprese con una buona sceneggiatura è un enorme risultato…”.

Nonostante viva in Francia da tempo, Conversi si sente italiano al 100% .”Quando, qualche anno fa, il mio socio Olivier Gragner, col quale avevo co-prodotto Callas Forever di Zeffirelli, è diventato direttore generale della Pathé ho dato vita alla BaBe Film per far uscire i film italiani che, nel disorientamento dei tanti appassionati francesi, erano sempre più rari e questo ha coinciso con una nuova stagione di qualità del nostro cinema che tornava a raccontare la società dall’interno. Col tempo diventi un punto di riferimento per i produttori, ci si incontra nei festival, si confrontano le idee ed io lo faccio ogni giorno lavorando con sei collaboratori trentenni ben sintonizzati col pubblico giovanile: quando ad esempio Nicola Giuliano mi ha sottoposto L’amico di famiglia di Sorrentino, l’ho trovato bellissimo e non ho avuto dubbi nell’entrare nel progetto. Ma non si può vivere solo di passione: in Francia escono ogni settimana 12 film e quelli stranieri rischiano l’anonimato se non si individua un distributore che condivida l’entusiasmo per un progetto inventando di volta in volta la strategia di marketing migliore”. E mentre ora medita di dar vita ad una distribuzione tutta sua, Conversi dopo la commedia di fantasmi Poltergay con Julie Depardieu prepara Pretender, un poliziesco d’azione internazionale con Vincent Cassel, e sviluppa tre grandi produzioni europee.

autore
09 Ottobre 2006

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