‘Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri’, il fantasy che non si prende sul serio

Commedia, azione e heist movie si fondono in questo nuovo adattamento del celebre gioco da tavola D&D. Il divertentissimo film con Chris Pine, Michelle Rodriguez e Hugh Grant uscirà nelle sale italian


Quando ci si muove nel genere fantasy, c’è un problema di fondo: tutto è possibile! C’è sempre dietro l’angolo l’incantesimo o l’oggetto magico che salva la situazione dal nulla, o un personaggio che acquisisce i poteri di cui ha bisogno esattamente quando ne ha bisogno. Le soluzioni a questo problema intrinseco sono due. La prima è quella di puntare molto sulla costruzione del mondo e sulle regole che lo caratterizzano. Ma anche quando lo si fa bene – come ne Il Signore degli Anelli o in Harry Potter – le contraddizioni sono inevitabili, così come il fastidioso effetto deus ex machina. La seconda soluzione, anche se meno battuta, è quella di non prendersi sul serio, giocare con i cliché del genere, consapevoli che la credibilità in un mondo dominato dalla magia e abitato dalle creature più assurde sia decisamente l’ultimo dei problemi. Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri prende con decisione questa seconda strada. Ed è la scelta migliore che si potesse fare.

Il nuovo film in uscita nelle sale italiane il 29 marzo è chiamato a rifarsi del flop clamoroso della trilogia di inizio 2000, iniziata con tutti i buoni propositi – come si evince dall’inserimento di attori come Jeremy Irons (che di fantasy scadenti se ne intende) – ma che dopo la pessima risposta di pubblico e critica è terminata come un prodotto televisivo di serie b. Cruciale, in tal senso, la nuova popolarità ottenuta dal gioco originale – da cui tutti i film sono tratti – grazie al suo ruolo in una serie di culto come Stranger Things. Per rispondere a queste aspettative Paramount Pictures si è affidata alla coppia di sceneggiatori e registi formata da Jonathan Goldstein e John Francis Daley, specializzati in film che fondono la commedia a generi come l’horror, il thriller e l’action.

È proprio questa vocazione all’ibridazione quella seguita per questo nuovo ambizioso progetto ad alto budget. Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri è una commedia che mescola gli stilemi classici del fantasy con le dinamiche tipiche dell’action movie e dell’heist movie. Un crogiolo di generi che mette lo spettatore nella più comoda delle comfort zone. Il film, infatti, segue il tradizionale percorso dell’eroe: il protagonista Elgin (Chris Pine) diventa un ladro dopo che il suo lavoro come membro degli Arpisti ha provocato la morte della moglie, lasciandolo solo a crescere la figlia neonata. Aiutato dal fidato gruppo di alleati composto dalla guerriera Holga (Michelle Rodriguez), dal mago Simon (Justice Smith) e dal truffatore Forge (Hugh Grant), prova a effettuare una rapina pericolosissima per rubare una tavoletta capace di riportare in vita la moglie defunta. In seguito al fallimento del piano, viene imprigionato per due anni insieme ad Holga. Quando riuscirà ad ottenere la libertà, dovrà iniziare un lungo viaggio – tra nuovi alleati, strumenti magici e infidi pericoli – per ottenere nuovamente la fiducia della figlia e per impedire alla potentissima maga rossa Sofina (Daisy Head) di attuare il suo perfido piano.

 

Liberati dal giogo dell’originalità – almeno dal punto di vista della struttura narrativa e dell’ambientazione – gli autori di D&D possono concentrarsi sugli aspetti che contano di più: trovare soluzioni comiche e una messa in scena spettacolare. Nonostante il film sia più spesso divertente che esilarante, avvincente piuttosto che entusiasmante, i suoi oltre 130 minuti scorrono piacevolissimi tra gag continue inframezzate da colossali scene d’azione. Aiutati da un’inevitabilmente invasiva CGI, i registi imbastiscono sequenze action a dir poco memorabili, con piani sequenza infiniti che seguono i personaggi in combattimenti ipercinetici. Da segnalare, in tal senso, quella riguardante il personaggio mutaforma interpretato da Sophia Lillis.

In una stagione che ha visto il ritorno – anche se solo sul piccolo schermo – di due saghe fantasy come Il Signore degli Anelli e Game of Thrones, Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri si posiziona in un luogo inattaccabile: come se si può criticare la debolezza del world building o l’arbitrarietà di alcune situazioni quando sono gli stessi personaggi a sottolinearla? Dopo decenni, i fan del gioco da tavola che ha segnato un’epoca possono finalmente fare affidamento su un’opera cinematografica che dà dignità alla materia da cui è tratta, citandone in continuazione luoghi, personaggi e dinamiche. Anche chi trova stucchevoli le storie di elfi, maghi e mostri non potrà che trovarsi a proprio agio davanti a un racconto che rinuncia consapevolmente alla strada dell’epicità per abbracciare quella del puro intrattenimento.

Carlo D'Acquisto
21 Marzo 2023

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