‘Blur: To the End’, Toby L: “A 9 anni rimasi folgorato da Girls & Boys”

Nel doc la storia della leggendaria band inglese e il loro atteso ritorno a Wembley. Apertura del Seeyousond e al cinema dal 24 al 26 febbraio con Adler Entertainment


Blur: To the End è molto più di un omaggio alla band inglese che negli anni ’90, insieme agli Oasis, ha cambiato la storia della musica. Il documentario di Toby L. veterano dell’industria musicale e nel 2022 alla regia del documentario Liam Gallagher – Knebworth 22) – cattura il ritorno della band a 8 anni dall’ultimo disco, entrando nella mende dei quattro musicisti mentre preparano i due concerti sold out nel Wembley Stadium di Londra. Ascoltiamo la voce dei leggendari Damon Albarn, Alex James, Graham Coxon e Dave Rowntree, osservandoli suonare, prendersi una pausa, condividere un aneddoto. Parlano persino con la troupe e il regista del documentario, rompendo la quarta parete e avvicinandosi agli ancora numerosi fan della band. Tra questi, lo stesso Toby L, che alterna le immagini del ritorno dei Blur con materiali d’archivio delle performance live dei brani più iconici. Il film apre l’11ma edizione del Seeyousound Festival e sarà in sala dal 24 al 26 febbraio con Adler Entertainment.

Prima di tutto, volevo sapere come è nata l’idea del doc e soprattutto se eri già al corrente della volontà della band di tornare a suonare insieme

“Sì, mi era stato detto che probabilmente sarebbero tornati per questi concerti speciali a Wembley. Così ho scritto un trattamento creativo con un’idea di approccio e stile per catturare al meglio il loro ritorno e filmarlo. L’ho poi inviato alla band e al loro management. In verità, per un po’ non ho ricevuto alcuna risposta e ho pensato che il progetto fosse sfumato. Ma poi, con il passare del tempo, ho ricevuto un riscontro dal management della band: gli era piaciuto il mio trattamento. E da lì è iniziato tutto. Una settimana dopo ho incontrato la band, ho parlato loro della mia idea di realizzare qualcosa di autentico, intimo e sincero. Fortunatamente, erano d’accordo. Una settimana dopo stavamo già girando”.

Un sogno che si avvera

“Sì, assolutamente!”

Come hai convinto i membri dei Blur a essere così aperti su loro stessi?

Penso che il mio lavoro sia simile a quello del giornalista: creare un clima di fiducia e trovare un equilibrio. Non ero lì per metterli in difficoltà o ingannarli, ma era comunque importante sfidarli con domande che stimolassero risposte sincere. Ho cercato di creare un ambiente di fiducia nel modo più naturale possibile e, al tempo stesso, di non tradire quella fiducia.

C’è qualcosa che hai scoperto di nuovo su di loro?

Assolutamente! Sapevo che erano divertenti, ma si sono rivelati ancora più spiritosi di quanto immaginassi, il che è stato fantastico. Questo ha permesso al film di avere momenti di leggerezza per il pubblico, bilanciando i temi più emotivi con un po’ di umorismo. Inoltre, ho capito che, nonostante il loro status di band iconica, sono esseri umani come tutti noi, con le stesse preoccupazioni, ansie e sfide della vita.

Ricordi la prima volta che hai ascoltato una canzone dei Blur?

Assolutamente. Avevo nove anni quando ho sentito “Girls & Boys” e “To the End” dall’album Parklife. Quei due brani mi hanno fatto capire quanto la musica pop potesse essere interessante: orecchiabile, melodica, ma anche intelligente. L’anno successivo, a dieci anni, li ho visti dal vivo per la prima volta. L’energia, le canzoni incredibili e la passione della band mi hanno conquistato. In quel momento ho capito che volevo lavorare nella musica per tutta la vita.

Come hai bilanciato il tuo essere fan con la necessità di restare obiettivo come regista?

Dovevo sempre ricordare che, per quanto fosse un’esperienza personale incredibile per me, avevo la responsabilità di raccontare la storia in modo che fosse significativa per tutti gli spettatori e per la band stessa. Mi sono concentrato su temi universali: il tempo che passa, le relazioni, le amicizie, la mortalità. Questi elementi mi hanno aiutato a mantenere un equilibrio tra la mia passione e l’obiettività necessaria per realizzare il documentario.

Nel film, la band si rivolge direttamente a te e alla troupe, rompendo la quarta parete. Era un qualcosa che avevate concordato?

Sì, assolutamente. Mi piace ricordare al pubblico che ciò che stanno vedendo è reale. A volte i documentari diventano troppo stilizzati, quasi finti. Per me, invece, il documentario deve raccontare la realtà in modo autentico, con tutta la sua naturalezza e anche il suo disordine. Alcuni critici hanno criticato questa scelta, ma per me era fondamentale per mantenere il senso di spontaneità e verità.

Hai lavorato anche con Liam Gallagher, un altro artista che ha cambiato la musica degli anni ’90. Quali differenze vedi tra quel periodo e quello attuale?

Negli anni ’90, la musica aveva un’enorme influenza sociale, specialmente nel Regno Unito. I Blur e gli Oasis erano sulle prime pagine dei giornali, sopra la politica e l’attualità. Oggi la musica è più accessibile grazie allo streaming, il che è fantastico, ma allo stesso tempo c’è così tanta musica che è più difficile trovare capolavori. Tuttavia, la musica autentica resiste sempre al tempo, e credo che sia per questo che artisti come Blur e Oasis siano ancora così amati. La magia è ovunque, basta saperla trovare. Serve tempo per apprezzare il significato di un’opera d’arte. Alcuni artisti vengono riconosciuti solo dopo anni. Guardiamo a Iggy Pop: negli anni ’70 era quasi sconosciuto, oggi è una leggenda. A volte il mondo impiega tempo per capire l’importanza di certi artisti.

Cosa vedi nel futuro dei Blur?

È difficile dirlo. Sono sempre stati impegnati in altri progetti: musicali, politici, giornalistici, scientifici. Nessuno sa cosa accadrà, ed è questo il bello.

E nel tuo, come regista

Per quanto mi riguarda, mi sto godendo l’uscita del film in diversi paesi. Non ho fretta di girare un altro documentario musicale. Ho lavorato con Liam, i Foals, Bastille, Rihanna. Ora voglio prendermi il tempo per capire il prossimo progetto. Vedremo cosa riserva il futuro!

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20 Febbraio 2025

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