Accorsi & Ramazzotti innamorati per Sky

Si intitola 'un Amore' la nuova serie Sky Original in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 16 febbraio

Accorsi & Ramazzotti innamorati per Sky

Alessandro e Anna, poco più che maggiorenni, si conoscono casualmente durante un viaggio Interrail in Spagna.

È una calda estate di fine anni ‘90 e i due si innamorano subito. Le loro vite però sono molto più complicate del destino che li ha uniti e presto i due sono costretti a separarsi. Negli anni restano legati da un intenso rapporto epistolare, senza riuscire mai a trovare il coraggio di vedersi. Tuttavia, a vent’anni dal loro primo incontro e ormai adulti, si ritrovano a Bologna. Il loro sentimento, mai esauritosi nel tempo, si dovrà scontrare con le interferenze di una realtà più complessa di quella che avevano creato solo attraverso le parole.

Di questo racconta la nuova serie Sky Original un Amore, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 16 febbraio.

Sei episodi prodotti da Sky Studios e Cattleya. Creata da Enrico Audenino e Stefano Accorsi (protagonista insieme a Micaela Ramazzotti), per la regia di Francesco Lagi.

Nel cast anche Alessandro Tedeschi, Andrea Roncato, Camille Dugay, Ivan Zerbinati, Ottavia Piccolo e i giovanissimi Beatrice Fiorentini e Luca Santoro.

Lagi e Accorsi sono anche autori, insieme a Enrico Audenino, Giordana Mari e Teresa Gelli.

un Amore – dice il regista – nasce dall’incontro di due persone che si conoscono profondamente ma che allo stesso tempo non sanno nulla l’uno dell’altra. È la storia dell’elaborazione di questo incontro, di come impatta su di loro, dello stupore e dello stridore, delle conseguenze sulle loro vite. L’amore che raccontiamo è un amore mai vissuto realmente, per questo pronto per essere vissuto in pieno, che non si è mai logorato e che non ha mai subito le frustate del tempo. Un amore di molti anni, fatto solo di parole, di lettere spedite e ricevute, di attese e di conferme, di suggestioni e di sentimenti raccontati. Il racconto si sviluppa su più linee temporali che contribuiscono tutte a costruire, con il loro ritmo e la loro alternanza, la stessa tensione romantica. C’è un amore di ragazzi che nasce sotto il sole incandescente di un’estate spagnola di tanti anni fa e che vive fino a oggi, venticinque anni dopo, in un amore presente in una Bologna uggiosa e grigiastra.

La difficoltà è stata soprattutto quella di tenere insieme tutte le linee narrative, la realtà e i ricordi. Doveva tutto fluire in modo organico: il presente, il passato, i filmati di repertorio della vecchia Bologna, le telecamerine che commentano l’interrail, tutto doveva essere organico per raccontare il conflitto dei protagonisti, anche con la città di origine. Per il personaggio di Alessandro è un ritorno che evoca sentimenti oscuri, in contrasto con il passato solare, pieno di vita e promesse. Mettere uno sull’altro questi piani temporali aumentava il volume del racconto. C’è il tempo che passa, con le occasioni sfuggite e le sue idealizzazioni. E il tempo è stata la lente attraverso cui ho deciso di guardare questa storia. E’ il tema più bello da raccontare”.

“Non esiste un amore assoluto – commenta Accorsi – non a caso ‘un’ nel titolo lo abbiamo lasciato minuscolo. Ma le sensazioni vanno anche trasformate in immagini, e così la prima puntata, il pilota, ha preso forma, tra attimi del presente e del passato, e la mia Bologna, i ricordi e tutto il resto. E’ bellissima l’idea che si parta da un interrail, due ragazzi si incontrano quasi per sbaglio, è un amore fuori sincronia, ma quale amore non lo è? Come nei film dell’orrore, tutti sanno che i protagonisti non dovrebbero dividersi, eppure lo fanno e questo amplifica il sentimento. Noi lo abbiamo fatto su larga scala con i sei episodi di questa serie. E scoprirete la particolare dimensione del sesto, che aggiunge ancora alla dinamica di questa narrazione”.

A Micaela Ramazzotti il compito di aggiungere alla storia raffinatezza e fragilità: “Quando ho incontrato Stefano e Francesco la prima volta, e abbiamo parlato di Anna – dice l’attrice – ho capito che era una dolcissima bugiarda. Ha due amori nella sua vita. E’ persa per Alessandro ma nel frattempo si porta il segreto dietro nella relazione con l’attuale compagno. Tra Ale e Anna ci sono delle lettere scritte a penna, un peso diverso rispetto ai messaggini e ai vocal del cellulare. Comprare la carta, scrivere con la mano tremante, poi aspettare la risposta”.

Accorsi risponde: “E’ vero, noi italiani mentiamo più degli altri. Forse perché parliamo troppo, non abbiamo il “non detto” ma le bugie. Però lo facciamo anche per preservarci vicendevolmente, quindi non considero assolutamente Anna un personaggio negativo”.

Io giovani Fiorentini e Santoro esprimono tutto il rispetto per le loro controparti. “Qualche anno fa – dice Santoro – ero un fanboy e mandavo gli auguri ad Accorsi su Instagram”, mentre Fiorentini ammette “ero molto emozionata nell’incontrare Micaela, mi chiedevo che scarpe avrebbe portato lei per l’occasione, per essere all’altezza”.

“Quando arrivano le idee di Stefano Accorsi noi ci siamo. Il genere amoroso ci mancava – aggiunge Nils Hartmann, Executive Vice-President Sky Studios per l’Italia – Non c’è niente di più universale del primo amore E le storie ben riuscite devono prendere un universale e renderlo unico. La sfida di una serie costruita intorno al tema del primo amore, narrato e rappresentato da secoli, sta nel raccontarlo senza cadere nei cliché e senza essere scontati, trasmettendo allo spettatore qualcosa di nuovo. E pensiamo di esserci riusciti. Anzi, di essere andati oltre, perché questa serie non solo parla di amore, ma anche di occasioni perdute, di “What if”, di nostalgia e di seconde occasioni, ma è anche un thriller che ti lascia col fiato sospeso fino alla fine”.

“Da tempo – prosegue Riccardo Tozzi, fondatore e CEO di Cattleya – sentivamo il desiderio di cimentarci con un racconto relazionale puro che ci permettesse di indagare la natura molteplice dei sentimenti in modo libero, senza vincoli di genere ed espedienti narrativi. E che non si basasse su cazzotti e sparatorie. Sono certo che anche il pubblico lo desiderasse, ce ne parlano anche i risultati cinematografici dell’anno. Per questo, quando Stefano Accorsi ci ha proposto di raccontare una storia d’amore che abbracciasse l’arco di due vite, abbiamo accettato subito. Sapevamo che sarebbe stato un progetto difficile da realizzare perché non c’è niente di più complesso che parlare d’amore. E a differenza di francesi e inglesi, non è il nostro tradizionale terreno narrativo. E’ una narrazione comunque epica, dietro la struttura raffinata e sottile. Non solo i protagonisti ma anche chi sta loro attorno ruota attorno al vortice di questa storia”.

Una cura particolare è stata data anche alle scene d’amore. Spiegano Ramazzotti e Accorsi che “è stata un’autentica coreografia. Ci sono delle persone specializzate sul set, come degli stunt coordinator, che si occupano delle scene di sesso per renderle vere e credibili”.

“Innamorarsi vuol dire scoprire una forza che sembra in grado di travolgere ogni cosa- è la nota degli autori Accorsi, Audenino e Gelli – Ma anche l’amore, come tutto il resto, deve fare i conti col tempo. È possibile amare qualcuno per una vita intera senza che quel sentimento cambi? Continuare a provare anno dopo anno lo stesso tipo di desiderio? Può esistere un legame che non perda mai la sua forza originaria?”

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