5 giugno 2023, la rassegna stampa

Piero Umiliani al cinema e sul “Corriere della Sera”; Anna Falchi e Maria Grazia Cucinotta intervistate su “la Repubblica”; Lily Rose Deep in The idol su “La Stampa” e, su “Domani”, l'AI


Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell’audiovisivo.

VITA E MUSICA DI PIERO UMILIANI IN SALA

Sulle pagine romane del “Corriere della Sera”Il tocco di Piero — Le mille vite di Piero Umiliani, docufilm di Massimo Martella su uno dei più importanti compositori italiani, prodotto da Luce Cinecittà che lo distribuisce ora nelle sale. La sua, una parabola creativa dagli inizi nel dopoguerra nelle orchestrine jazz degli Alleati, fino alla prima colonna sonora italiana jazz per I soliti ignoti di Monicelli; è stato il creatore di uno dei motivetti tormentone più noti al mondo (Man’ha Man’ha…) e autore di decine di colonne sonore di film di genere degli Anni ‘60-‘70, e tra i primi a sperimentare la musica elettronica in Italia. Il tocco di Piero arriva in prima visione a Roma con 4 serate evento al Cinema Farnese, dal 5 giugno alle 21, con proiezione introdotta dal regista, insieme alle figlie di Piero, Alessandra e Elisabetta Umiliani, da Luca Sapio, cantante, produttore e conduttore radiofonico, da Fabio Rondanini, musicista dei Calibro 35, e dallo studioso di cinema Pierpaolo De Sanctis. Per l’occasione il Farnese ospita una piccola “galleria lounge” con l’esposizione di rare foto dell’Archivio storico Luce, immagini del backstage del film e scatti e documenti provenienti dall’archivio della famiglia Umiliani. 

LILY ROSE DEEP SCANDALOSA POP STAR

 Su “La Stampa”, Fulvia Caprara dedica spazio a Lily Rose Depp, “scandalosa popstar in The Idol” in cui “la nudità fisica rispecchia quella emotiva”: l’attrice, protagonista della serie Sky, pare avere le idee chiare sul suo status pubblico, infatti dichiara: “so bene dai miei genitori – figlia di Johnny Depp e di Vanessa Paradis – qual è il prezzo della fama”. Forse proprio per questo nella serie, appena presentata al Festival di Cannes, l’attrice 23enne “ha riversato qualcosa di quell’inevitabile malessere esistenziale, di quel fastidio nel dover ancora rispondere a chi continua ad annoverarla nel lungo elenco dei cosiddetti ‘nepo baby’, di quel sapere cosa significhi essere sulla cresta dell’onda e poi, in un attimo, non esserci più. Con il suo personaggio, la popstar Jocelyn decisa a riemergere dal cono d’ombra che l’ha inghiottita dopo la depressione causata dalla morte della madre, Depp non ha nulla a che vedere, ma con la cornice e con tutto quello che riguarda i guasti provocati dalla fama, sicuramente ha una certa familiarità: ‘Mi interessava – ha spiegato l’attrice – cercare di capire che cosa succede nella testa di Jocelyn, una persona che è osservata, ma non vista, da tutti quelli che le stanno intorno. Volevo indagare sugli effetti che può provocare una vita vissuta sotto il controllo degli altri, fin nei più intimi spazi personali. Nella serie, firmata dal lanciatissimo creatore di Euphoria Sam Levinson, Jocelyn precipita in un inferno di eccessi al limite dell’autodistruzione e, quando trova nella figura di Tedros (Abel “The Weeknd” Tesfaye, qui anche produttore) il suo Mefistofele, non ha esitazioni, vende l’anima e il corpo, e si lancia nel baratro”.

ANNA FALCHI: NO A TINTO BRASS E ALBERTO MORAVIA

Anna Lupini su “la Repubblica” intervista Anna Falchi, 51 anni, che “sui vecchi amori non si sofferma … anche se dal passato emergono racconti inediti: come quando, arrivata a Roma, incontrava ogni pomeriggio Alberto Moravia … Arrivata a Roma ho conosciuto personaggi straordinari: Fellini, Risi, Vangelis, Irene Papas. E Moravia: facevamo delle riunioni negli uffici di una casa di produzione. C’erano lui, la moglie Carmen Llera e Tinto Brass. Avrei dovuto interpretare un film tratto da L’uomo che guarda. Ero una ragazzina venuta dalla provincia. Passavano i giorni, osai chiedere a Brass cosa avrei dovuto fare, non è che avessi questa gran cultura dei suoi film. Mi disse ‘metterò la macchina da presa sotto di te e tu ci farai la pipì sopra. L’ho fatto fare a tutte le grandi attrici’. Titubavo, e lui si arrabbiava, ‘l’ha fatto la Sandrelli’. Se fossi nata con un film erotico sarei stata etichettata per sempre. Ho detto no, feci saltare in aria un progetto pensato su di me”. 

MARIA GRAZIA CUCINOTTA MADRINA PER TROISI

Sempre su “la Repubblica”, Silvia Fumarola intervista Maria Grazia Cucinotta, madrina del XII Premio Troisi. “Il set del film II postino è stato indimenticabile. Sono strafelice di tornare a Salina, Pollara è un luogo magico. Di quale film parli per trenta anni? Mi sono sentita una ragazza fortunata, sono cresciuta e sto invecchiando parlando di una storia che continua a regalare emozioni”. Ma “Chi era Maria Grazia scelta da Troisi?”, domanda Fumarola. “Una ragazza siciliana timida, emozionatissima. Massimo mi tranquillizzò, mi fece leggere e rileggere il copione. Mi ha insegnato la semplicità: ‘Fai quello che fai nella vita’, voleva la verità. La mia inesperienza regalava un lato selvaggio al personaggio di Beatrice”. E “Si sentiva inadeguata?”. “Altro che. Dislessica, con problemi di pronuncia: i difetti ti rendono unica, ma lo capisci dopo. La dislessia esplode nei momenti di ansia, quando sono al centro dell’attenzione. Ho 54 anni, cambio regolarmente le finali delle parole”. 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE POCO INTELLIGENTE

Su “Domani”, Daniele Andrea Signorelli affronta “i timori relativi ai rischi legati all’evoluzione apparentemente inarrestabile degli algoritmi di deep learning. “Dovremmo davvero sviluppare menti non umane che potrebbero un giorno superarci di numero, diventare più intelligenti di noi, renderci obsoleti e rimpiazzarci?”, si legge per esempio nell’appello per la sospensione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale diffuso dal Future of Life Institute e che ha avuto Elon Musk tra i primi firmatari. “Potrebbe succedere a breve o più in là nel futuro, e il passaggio dallo stadio iniziale di Agi (Artificial general intelligence, ovvero un’intelligenza artificiale di livello almeno pari a quello dell’essere umano) a un successore ancora più potente potrà essere graduale o improvviso. [Ma] la AGI porterà con sé dei seri rischi in termini di abusi, gravi incidenti e sconvolgimenti sociali”, aveva invece scritto in un comunicato Sam Altman, fondatore di OpenAl (la società creatrice di ChatGPT). “Panico da intelligenza artificiale, che già era stata protagonista negli anni attorno al 2015, quando il repentino sviluppo di strumenti in grado di apprendere autonomamente aveva colto di sorpresa perfino gli addetti ai lavori. Lo stesso sta succedendo oggi, in una fase segnata dall’avvento delle cosiddette ‘intelligenze artificiali generative’: strumenti come il già citato ChatGPT o Midjourney, in grado di produrre testi, immagini, musica e presto anche video di qualità e verosomiglianza spesso sorprendente”.

n/b
05 Giugno 2023

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