21 settembre 2023, la rassegna stampa

Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell'audiovisivo


GARRONE IN CORSA PER GLI OSCAR, LE MOTIVAZIONI E LE PAROLE DEL REGISTA

Tutti i quotidiani danno ampio spazio alla scelta di Io Capitano di Matteo Garrone quale film che rappresenterà l’Italia alla 96° edizione degli Academy Awards per la categoria ‘International Feature Film Award’, “per aver incarnato con grande potenza e maestria cinematografica il desiderio universale di ricerca della libertà e della felicità. Creando un’epica del sogno che mette in scena il coraggio e il dolore che segnano da sempre le migrazioni, in una dimensione di profonda umanità”. Così il regista: “Siamo molto orgogliosi di poter rappresentare l’Italia agli Academy Awards con Io Capitano e ci auguriamo che il viaggio di Seydou possa toccare anche il cuore del pubblico americano”. La decisione è stata presa nella serata di ieri dal Comitato di Selezione per il film italiano da designare agli Oscar istituito dall’ANICA, su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences,

GARRONE: NON SOLO ORRORE, RACCONTO UMANITÀ, SPERANZA E SOLIDARIETÀ TRA I MIGRANTI

 Sull’edizione pugliese del Corriere del Mezzogiorno una lunga intervista di Nicola Signorile al regista di Io capitano, stasera presente con il cast in tre cinema di Bari per presentare il film, già promosso in molte città d’Italia. “Le reazioni al film in sala ripagano dalla fatica di girare come una trottola” dice Matteo Garrone. “Il pubblico vuole saperne di più su chi arriva su quelle barche, non considerarli solo numeri. In futuro resterà il film, non chi lo ha fatto, questo mi ha spinto a cercare di renderlo più autentico possibile, realizzandolo insieme ai migranti, aggrappandomi a loro, cercando di dar voce ai loro racconti anche sul set. Non solo le violenze subite, ma anche i momenti di luce, di speranza”.

SCIOPERO A HOLLYWOOD, SPIRAGLI DI TRATTATIVA

Dopo quasi cinque mesi di sciopero, ieri a Hollywood le parti sono tornate a parlarsi, da un lato i rappresentanti Wga, il sindacato degli sceneggiatori, e dall’altro i negoziatori della Amptp, confederazione di studios e streamer di Hollywood. Ne scrive l’inviato a Los Angeles de il manifesto Luca Celada. Dal quartier generale Wga hanno già ridimensionato le aspettative, ma la notizia positiva è che si torna a discutere in un’industria seriamente provata dallo stop delle produzioni.

MICKEY ROURKE: IL MIO FILM MIGLIORE DEVE ANCORA ARRIVARE, MAGARI ANCORA CON POLANSKI

Su ‘Donna Moderna’ un’intervista a tutto campo di Valeria Vignale a Mickey Rourke: dall’infanzia tra abusi fisici e psicologici alla scorza dura acquisita da 23 anni di psicanalisi. “Se avessi più autocontrollo molti registi non avrebbero paura di ingaggiarmi” – dice il protagonista di The Palace di Roman Polanski: “ho fatto tutto quello che questo genio voleva da me, gli ho perfino permesso di farmi indossare una parrucca bionda”. E poi: “Il mio film migliore deve ancora arrivare, dando tutto me stesso, magari ancora con Polanski”.

MARRAS: IL CINEMA PER LA MODA INDISPENSABILE COMPAGNO DI VITA, IL DOC DI NAITZA

“Io uso la moda per raccontare e l’ho imparato andando al cinema, fonte inesauribile di storie, sogni, mood, personaggi”. Lo scrive il grande stilista sardo Diego Marras su ‘Domani’, in un articolo dedicato al film La scogliera dei desideri di Joseph Losey, girato nel 1967 in Sardegna, che al botteghino fu un disastro. Divenuto però un simbolo nel mondo della moda, ha dato vita al documentario-backstage di Sergio Naitza L’estate di Joe, Litz e Richard, che sarà presentato stasera a Milano.

CARLO FRECCERO: NUOVE REGOLE E POLITICALLY CORRECT PRODUCONO ESITI LETALI PER IL CINEMA

Su ‘il Fatto Quotidiano’ un lungo e graffiante articolo di Carlo Freccero intitolato “La dittatura Woke uccide il cinema”. Secondo l’autore e critico televisivo, ex dirigente Rai “un nuovo fantasma si aggira nell’industria dell’immaginario, e i suoi esiti sono letali per il prodotto, come a suo tempo lo fu il maccartismo: le regole stringenti, non negoziabili, legate a dimensioni come la politica e la propaganda del ‘politicamente corretto’ – scrive Freccero – hanno preso alla fine il sopravvento sulle regole narrative”.

21 Settembre 2023

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