16 gennaio 2024, la rassegna stampa 

La richiesta del MiC all’Accademia del Cinema Italiano di inserire nel direttivo del David "il ministro della Cultura o un suo delegato"; Cinecittà studia il debutto in Borsa, mentre Luigi Freddi fu il milanese che la inventò; Rocco Siffredi alla Berlinale, Russell Crowe a Sanremo e Jodie Foster tra i ghiacci


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DAVID, IL MINISTRO ENTRA IN ACCADEMIA?

Il direttivo del premio David di Donatello, riconoscimento dell’Accademia del Cinema Italiano, potrebbe avere un altro membro? Su “la Repubblica” – articolo di Giovanna Vitale – s’apprende che se finora la meccanica del riconoscimento è stata tenuta a debita distanza dalla politica, “la settimana scorsa Nicola Borrelli, capo della Direzione Cinema e Audiovisivo del MiC, ha spedito una lettera alla presidente Detassis per chiederle di inserire nell’ordine del giorno della prossima assemblea dei soci la modifica statutaria necessaria a includere nel direttivo dell’Accademia “il ministro della Cultura o un suo delegato”. E – sempre come riporta la testata – la persona in questo momento indicata potrebbe essere il ministro in carica Gennaro Sangiuliano, oppure il suo sottosegretario Lucia Borgonzoni. “Inutile dire che nel quartier generale di via di Villa Patrizi sia subito scattato l’allarme rosso. C’è infatti chi teme si tratti di una mossa destinata a non restare isolata: preludio di un cambio della guardia più radicale, che poi potrebbe estendersi alla Biennale del Cinema di Venezia”.

CINECITTA’ STUDIA IL DEBUTTO IN BORSA

È Francesco Bertolini sul “Corriere della Sera” a dar visibilità alla possibilità che Cinecittà possa debuttare in Borsa. “Stando a quanto riferito da più fonti, il Ministero dell’ Economia e delle Finanze sta valutando la quotazione in Borsa degli storici studi cinematografici di Roma … Il progetto è nelle fasi iniziali, ma godrebbe anche del sostegno del Ministero della Cultura che, d’intesa con il Tesoro, esercita i diritti di azionista di Cinecittà. L’approdo a Milano consentirebbe di valorizzare il lavoro svolto da che nel 2017 l’azienda è tornata sotto il controllo statale e soprattutto da che nel 2021 è diventata una società per azioni 100% pubblica, affidata alla guida del manager ex Sky, Nicola Maccanico (il cui mandato triennale scade quest’anno) … Il disegno di quotazione è per il momento una bozza, tanto che il Tesoro non avrebbe affidato un incarico ad alcuna banca d’affari né, tantomeno, deciso quale quota collocare sul mercato e a quale prezzo. Lo sbarco di Cinecittà a Piazza Affari potrebbe comunque contribuire dal punto di vista non solo economico ma anche simbolico al piano di privatizzazioni da 20 miliardi che il governo si è impegnato a realizzare entro il 2026”.

A MILANO S’INVENTO’ CINECITTA’

Sul “Corriere della Sera”, Massimo Veronese ripercorre la storia di Luigi Freddi, il milanese futurista e visionario che durante il fascismo ideò la Hollywood romana. Tra le altre cariche, anche quella di Direttore Generale della Cinematografia, l’arma di propaganda più efficace nelle mani del Duce, e da lì “fissò sulla carta di … costruire Hollywood alla periferia di Roma, tra la borgata del Quadraro, allora ultima appendice della città, e i Castelli, in via Tuscolana al civico 1055”. Freddi “dopo aver incontrato negli Stati Uniti David Wark Griffith, uno dei padri di Hollywood, capisce che il cinema è la nuova frontiera del mondo”. Per la nascita di Cinecittà “lo aiuta involontariamente l’incendio del 1935 degli stabilimenti di via Veio, la culla del primo cinema italiano: è da quelle ceneri che nasce la Mecca del Cinema. In 475 giorni la California di periferia è pronta, sono i primi teatri al mondo progettati per il sonoro, il Duce la inaugura il 28 aprile 1937. ‘Non avevamo creato solo il più bel centro di produzione del mondo – è sempre Freddi a raccontare – ma inventato anche una parola bellissima’ … Cinecittà non è solo la città del cinema, con i suoi stabilimenti, i teatri di posa, gli uffici, i magazzini, i laboratori, i ristoranti ma un mondo a parte, la città dell’immaginazione e del sogno, con i suoi tremila e passa film girati, 51 premiati con l’Oscar, un simbolo di Roma come il Colosseo e il Cupolone”.

ROCCO SIFFREDI ALLA BERLINALE

L’annuncio era atteso e ieri ha avuto la sua conferma, come anche riportato da “La Stampa”: Supersex, la serie Netflix interpretata da Alessandro Borghi, sulla biografia della pornostar Rocco Siffredi, sarà alla Berlinale, sezione Special, che quest’anno presenta “i migliori film di genere e i capolavori più celebri, le grandi performance attoriali e i documentari politicamente rilevanti”.

RUSSELL CROWE A SANREMO

Da attore a rocker, è di ieri la notizia che il gladiatore Russell Crowe sarà ospite a Sanremo, e non come attore, ma come cantante, ospite naturalmente, come conferma anche Renato Franco sul “Corriere”. “Amadeus chiarisce che l’attore salirà sul palco dell’Ariston nella serata di giovedì (8 febbraio) in veste di cantante e suonerà con la sua band un pezzo blues”. L’artista, che già nello scorso giugno si era esibito con gli Indoor Garden Party in Italia, tra cui a Cinecittà, ha di recente dichiarato: “quello che ricevo qui in Italia in termini di accoglienza, simpatia e riconoscimento non lo ricevo in Australia”. È un ritorno, quello di Crowe al Festival, perché c’era già stato 23 ani fa e “allora ebbe un ingaggio da 350 milioni di lire”, mentre per questa occasione – almeno nella parole tra serio e faceto di Amadeus a Fiorello – pare sia “tutto a sue spese”, “sembra infatti che la partecipazione dell’attore premio Oscar sia a titolo gratuito. Anche se peseranno sul budget di Sanremo i trasferimenti aerei e l’hotel per ospitare non solo lui ma anche le persone che lo accompagnano, in tutto una decina”.

JODIE FOSTER E GLI INTRIGHI POLARI

True Detective: Night Country – la quarta stagione della serie HBO appena uscita, in contemporanea con gli Stati Uniti e in streaming solo su NOW – interpretata da Jodie Foster, “porta gli spettatori tra gli lnuit nel buio invernale”, così scrive Matteo Ghidoni su “Il Giornale”. Dopo 33 anni da Il Silenzio degli Innocenti, l’attrice torna a vestire i panni di una poliziotta, per questa serie – lei, “che aveva recitato in una serie tv per l’ultima volta nel 1975”: “allora non mi rendevo conto di quanto fosse innovativo per quei tempi quel ruolo al femminile. Quel film era per me solo il racconto del più classico percorso dell’eroe. Solo che allora gli eroi erano quasi sempre uomini. In questo Il Silenzio degli Innocenti fu davvero rivoluzionario, ci sono voluti trent’anni perché il mondo del cinema e della televisione raccontasse voci differenti, donne, minoranze e antieroi, complicati e incasinati”.

redazione
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