‘112 – Le notti del Radiomobile’, i carabinieri e l’Arma dell’empatia

La docuserie diretta da Claudio Camarca, in arrivo su Rai3 dal 22 marzo, ci fa entrare nelle gazzelle del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri


“Una storia gloriosa quella dell’Arma dei carabinieri, lunga oltre 200 anni, che in diverse occasioni si è incrociata con quella della Rai”. Così Paolo Corsini, direttore di Rai Approfondimenti, introduce il nuovo progetto che permette al pubblico di entrare nella realtà umana e operativa delle nostre forze armate. 112 – Le notti del Radiomobile è una docuserie esclusiva che uscirà dal 22 marzo in seconda serata su Rai3 e in streaming su RaiPlay. A dirigerla troviamo Claudio Camarca, all’ennesima collaborazione con l’Arma, tanto da commuoversi a inizio conferenza, quando constata “la fiducia assoluta dell’Arma” nei suoi confronti.

Camarca con la sua piccola troupe, ha seguito per settimane il lavoro del Nucleo operativo radiomobile, il reparto dei carabinieri che presidia le nostre strade con ben 10mila operatori sparsi su tutto il territorio e che entra in azione – 24 ore su 24 – tutte le volte che qualcuno chiama il 112 per chiedere aiuto. La docuserie si ambienta nelle tre maggiori città italiane – Roma, Milano e Napoli – restituendo un corollario di grandi e piccoli disagi, violenze domestiche, furti, problemi di ogni tipo, a cui i carabinieri sono chiamati  a rispondere con grande solerzia ed efficienza.

“Li chiamo ‘i nostri ragazzi’ perché sono una famiglia. – racconta il regista – Stare con loro mi ha dato il passe-partout per entrare dentro le case. Sono ragazzi che spesso mettono in moto dei meccanismi ancillari rispetto al cittadino, entrando nelle case e facendo delle cose che non sono previste. Perché quando sei chiamato per un codice rosso e c’è una minorenne di mezzo, un orco, una donna che ha subito violenza, devi avere una capacità psicologica e velocità di capire dove sei e che modalità usare per intervenire. Questa è la capacità del radiomobilista. Per questo si dice che lo stivale te lo devi guadagnare. – continua Camarca – Incarna lo Stato che entra in casa tua, la solidità dello Stato di fronte al problema del cittadino. Abbiamo cercato di raccontarlo con grande umiltà, ascoltandoli, stando con loro. Grazie al supporto di Indigo e di Rai, mi sono sentito parte di un progetto più grande e ho sentito l’orgoglio di servire il Paese, per quello che posso fare come regista”.

Di episodio in episodio, cambiano gli accenti e le strade, ma resta sempre l’approccio che accomuna tutti i carabinieri in scena. La capacità di entrare in empatia con le persone con cui hanno a che fare, uomini e donne che si trovano in momenti di grande fragilità e che hanno semplicemente bisogno di qualcuno che sappia come aiutarli. “Si racconta una certa parte d’Italia, cittadini che hanno veramente bisogno di quel primo intervento, di quell’incoraggiamento per risolvere quel problema, per avere una prospettiva. – racconta il colonnello Stefano Romano – Emerge l’aspetto umano del carabiniere che interviene, non è mai un rapporto freddo con la vittima. C’è questo filo rosso che lega ogni singolo operatore, fa parte di questo tipo di lavoro, è un elemento essenziale”.

112 – La notti del Radiomobile è una serie che sa regalare forti emozioni, grazie anche a un’impostazione registica che si ispira ai generi come il noir e il poliziesco, per farci provare il brivido di correre a 180 all’ora sul raccordo di Roma, a serene spiegate, verso un crimine da risolvere o una persona da salvare. Tanti i protagonisti in scena, con o senza divisa: da una parte un’umanità variegata e spesso sofferente, dall’altra i carabinieri con i loro stivali e le loro radio, armati prima di tutto, sorprendentemente, della loro empatia.

Carlo D'Acquisto
20 Marzo 2024

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