100autori, Asifa e Doc/it rispondono a Anac su gruppi di lavoro ai contributi selettivi

Le associazioni degli autori 100autori, Asifa e Doc/it si dissociano dalle considerazioni espresse dall’Anac e appoggiano la proposta di istituire gruppi di lavoro a sostegno degli esperti


Le associazioni 100autori, Asifa e Doc/it hanno diffuso un comunicato in cui si dissociano dalle considerazioni espresse dall’Anac in merito alla lettera aperta indirizzata al Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo e appoggiano la proposta di istituire gruppi di lavoro a sostegno degli esperti nominati dal Ministro e incaricati di assegnare i contributi selettivi. Di seguito il testo integrale del comunicato.

“In data 24 febbraio 2018 l’Anac, Associazione Nazionale Autori Cinematografici, ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo nella quale lamenta la proposta di costituzione di gruppi di lavoro destinati ad affiancare i cinque esperti previsti dalla recente ‘disciplina del cinema e dell’audiovisivo’ e che si occuperebbero di pre-selezionare i progetti candidati a ricevere i ‘contributi selettivi’ che la stessa legge prevede.

Le associazioni degli autori 100autori, Asifa e Doc/it congiuntamente si dissociano dalle considerazioni espresse dall’Anac e appoggiano la proposta di istituire gruppi di lavoro a sostegno – e non in sostituzione, neanche parziale – degli esperti nominati dal Ministro e incaricati di assegnare i contributi selettivi. ‘Il mondo professionale, nel pieno rispetto delle regole e con la massima trasparenza, potendo rappresentare un valido sostegno tecnico al processo di selezione, è in grado di offrire la propria esperienza e competenza al servizio del nuovo sistema della legge Franceschini, come avviene da sempre in Francia con successo’.

Rispondono così le associazioni degli autori di fronte alle considerazioni espresse dall’Anac, ribadendo che l’entrata in vigore della nuova legge chiama tutti gli operatori del settore ad un’assunzione di responsabilità forte. Le associazioni, nei mesi scorsi, hanno ragionato tutte insieme su quale potrebbe essere il loro contributo per far sì che la Commissione di selezione – e quindi il sistema dei contributi selettivi ex art. 26 della legge 220/2016 – possa operare nel migliore dei modi.

La legge prevede, infatti, che la Commissione sia formata solo da cinque esperti e tutte le associazioni sanno che la mole di lavoro sarà enorme, così come enormi saranno le responsabilità che i membri della Commissione dovranno attribuirsi.

Le associazioni degli autori hanno proposto, insieme all’ANICA e a Cartoon Italia, prendendo spunto dal meccanismo francese, che i cinque esperti possano essere affiancati da venti consulenti, in modo da poter formare cinque tavoli di lavoro autonomi tra loro. L’esistenza di più tavoli è funzionale sia a una più efficace ed efficiente distribuzione del carico di lavoro, sia a un’accorta gestione dell’eventuale conflitto di interessi dei consulenti.

Le associazioni – senza assumersi ruoli ulteriori  – si sono già offerte, in questa fase di avvio del nuovo processo, di fungere da attivatori delle migliori energie provenienti dal mondo autoriale e produttivo, per agevolare e offrire collaborazione nelle ‘fasi istruttorie’ dei dossier da sottoporre alla valutazione dei cinque esperti (nei limiti dell’art. 3 del Bando Contributi Selettivi) – che avranno di fronte tematiche molto diverse tra loro, attinenti a varie fasi della filiera produttiva.

Mai le associazioni hanno inteso sostituirsi al legislatore e agli uffici legali preposti agli elementi di garanzia per tutti i partecipanti al bando. Le associazioni hanno sollecitato le candidature al ruolo di consulenti fra tutti i loro associati, invitandoli ad assumersi questo impegno con senso di responsabilità senza naturalmente alcun potere decisionale. I membri dei gruppi di lavoro dovranno essere individuati in base al criterio della varietà di competenze necessarie, dell’assenza di conflitto di interessi e sulla base della valutazione dei CV, nel massimo della trasparenza. Di tutto questo l’Anac è stata informata.

È stato inoltre chiesto di limitare a un anno l’impegno previsto e di garantire ai membri un gettone di partecipazione, fermo restando che il coordinamento e riferimento unico resta la Direzione Generale Cinema, anche attraverso Istituto Luce e fermo restando che la decisione finale sulla destinazione dei contributi spetta sempre e comunque ai cinque esperti previsti dalla legge.

Le associazioni non entreranno nel merito delle tante altre imprecisioni riportate nella lettera dell’Anac, prima fra tutte il riferimento ai decreti tax credit non ancora varati o alla ‘paralisi’ dei meccanismi automatici, che prevedono l’assegnazione di un punteggio, com’è ovvio, solo a film realizzato”.

26 Febbraio 2018

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