1 agosto 2023, la rassegna stampa

Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell'audiovisivo


Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell’audiovisivo.

VALENTINA LODOVINI: IL VALORE DELLA COMPLESSITÀ

Su ‘la Stampa’ Fulvia Caprara intervista Valentina Lodovini, protagonista di Conversazioni con altre donne, in sala il 31 agosto con Adler Entertainment. “Nella storia si delineano bene gli archetipi uomo-donna, due differenti complessità” – dice l’attrice. “Cosa cerco nel mio lavoro? Bei testi, un dono raro. La sceneggiatura è la prima cosa, più è complessa e più mi piace. Nessuno di noi è mail solo in bianco e nero”.

ENZO D’ALÒ: CREATIVITÀ, MUSICA E NO A FORZATURE POLITICALLY CORRECT

Gloria Satta su ‘il Messaggero’ intervista Enzo d’Alò, che a Giffoni ha presentato Mary e lo spirito di mezzanotte, in autunno in sala con BIM. “I musicisti compongono per i miei film perché li amano” – dice il regista. “La computer grafica va usata quando serve, non potrà mai sostituirsi alla creatività umana” “Il politically correct? Includere forzatamente certe categorie può produrre discriminazione al contrario, ma gli americani studiano i personaggi in base agli utili che produrranno”.

JOHN GOODMAN: “AMO I RUOLI SCRITTI BENE, PERCIÒ È STATO BELLO LAVORARE COI FRATELLI COEN”

Marco Consoli su ‘la Stampa’ intervista l’attore 71enne John Goodman, protagonista di The Conners, serie Abc disponibile in Italia su Disney+, sequel di Pappa e ciccia, arrivata alla sesta stagione con 100 episodi. “In generale amo i ruoli scritti bene, sia per il cinema che per la tv, per questo è stato in enorme piacere lavorare con i fratelli Coen. Ma dopo aver girato tanti film non ne potevo più di passare da un hotel all’altro, ora in uno stesso posto ci passo almeno sei mesi. Come serie ho amato Succession e Ted Lasso”.

TORONTO FILM FESTIVAL APRE CON MIYAZAKI, L’ARTE SFIDA IL MARKETING

Su ‘la Stampa’ Simona Siri dedica un articolo all’82enne maestro dell’anime giapponese. Con il suo ultimo lavoro Il ragazzo e l’airone, per la prima volta il Toronto Film Festival apre con un film di animazione, uscito in patria con il titolo How do you live? e distribuito senza alcuna promozione, materiale di marketing o descrizione del film: “I film americani vengono lanciati con tre trailer, dopo averli visti sai già tutto quel che accade nel film, io voglio fare l’opposto” – dice lo storico produttore Suzuki. Stesso approccio – si legge – per il recente lancio del Ghibli Park in Giappone, ispirato al mondo incantato di Miyazaki.

BARBENHEIMER, FENOMENO POLITICO-CULTURALE E SPERANZA PER IL CINEMA

‘il manifesto’ torna sul successo di Barbie e Oppenheimer negli USA definendolo “non solo un fenomeno di botteghino, ma anche di cultura”. “Entrambi i film hanno catturato quel mix magico tra qualità artistica e cassetta che è il sogno di chiunque lavori a Hollywood – scrive Giulia D’Agnolo Vallan – ma il fatto che parlino di gender e dello spettro della guerra atomica non è un dato irrilevante nel loro successo”. Federico Pontiggia su il Fatto cita invece Francis Ford Coppola, che parla del fenomeno come di “una vittoria del cinema con la C maiuscola”. Mentre per Mattia Carzaniga sul Domani “l’operazione furbissima e riuscitissima di ‘Barbenheimer’ dimostra che un futuro per il cinema è ancora possibile”.

HOLLYWOOD, LO SCIOPERO CONTINUA. TRATTATIVE A UN PUNTO MORTO

Su ‘la Repubblica’ Chiara Ugolini torna a parlare dello sciopero a Hollywood, di “autunno caldo che preoccupa non poco”, di blockbuster che slittano e di gestori di sale che prevedono crollo dei biglietti venduti. “Dal 13 luglio scorso, giorno in cui gli attori hanno rotto la trattativa con i produttori e si sono uniti allo sciopero degli sceneggiatori, nessun passo è stato fatto” – si legge. “I picchetti a Los Angeles e New York proseguono col contributo di una veterana come Jane Fonda e quello degli stunt, che si sono dati fuoco in modo dimostrativo”

LA CHIUSURA DEL CINEMA ODEON SCONTENTA I MILANESI

Le cronache milanesi dei principali quotidiani riportano i ricordi, le lacrime e le proteste degli spettatori in coda per le ultime proiezioni dello storico cinema Odeon, a due passi da piazza Duomo: aperto dal 1929, è la prima multisala della città con 2250 posti, che nonostante la ripresa post-pandemia chiude per lasciare posto a un centro commerciale.

Giovanna Pasi
01 Agosto 2023

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