Chi vince la Berlinale secondo i voti della critica e secondo noi

Fipresci e ScreenDaily danno l'iraniano 'My favourite cake' in testa alla classifica di gradimento. Apprezzato anche l'horror 'The Devil's Bath'

Chi vince la Berlinale secondo i voti della critica e secondo noi

BERLINO – Si avvicina il momento della verità per i 20 film in competizione al 74mo Festival del cinema di Berlino. La cerimonia di premiazione è attesa questa sera, a partire dalle 18.30, al palazzo della Berlinale, ma nel frattempo la stampa italiana e internazionale si è già espressa nel corso della manifestazione. Numerose le recensioni e le valutazioni condivise dalla critica, materiale utile per farsi un’idea di ciò che potrebbe accadere questa sera. Come spesso accade, però, il responso della giuria internazionale potrebbe non coincidere con gusti e aspettative della stampa.

Secondo la Federazione internazionale della stampa cinematografica – Fipresci – che ha raccolto nel corso della Berlinale il giudizio di diversi giornalisti, è My favourite cake dei registi iraniani Maryam MoghaddamBehtash Sanaeeha a guidare il gradimento della stampa tra i 20 titoli in concorso. Con una media di 3.80, il film è tra i pochi a ottenere anche più di un 5, voto massimo della scala scelta dalla Fipresci. Il generale plauso al lavoro dei registi iraniani è confermato anche del prospetto pubblicato da Screen Daily, dove il film spartisce con l’horror The devil’s bath l’unica media sopra il 3 (in una scala da 1 a 4).

Molto apprezzato Sterben di Matthias Glasner, che per la Fipresci arriva a quota 3.50 e su Screen è poco più in basso, a 2.8. Tra i più amati anche Langue Ètrangère di Claire Burger, a quota 3.07 sulla scheda Fipresci e a 2.3 per la media di assegnati dai critici selezionati da Screen.

I due film italiani in concorso spartiscono una doppia ricezione critica. Il debutto alla regia di Margherita Vicario, Gloria!è a metà tra voti molto bassi e valutazioni entusiaste, che posizionano il film a metà classifica di entrambi i prospetti Screen e Fipresci. In generale, la Vicario riceve qualche singola stella, ma anche valutazioni tra il 3 e il 5. Più in basso invece Another end di Piero Messina, con una media di 1.6 per la scheda Screen e 2.17 per Fipresci. Ha però convinto Screen International e Morning Star Uk, che hanno assegnato 3 stelle su 4 al film con Gael Garcìa Bernal.  Mette d’accordo quasi tutti Black tea di Abderrahmane Sissako, fanalino di coda di entrambe le liste.

Per quanto riguarda le preferenze degli inviati di Cinecittà News, Cristiana Paternò segnala tra i suoi preferiti il nepalese Shambhala, viaggio iniziatico verso la liberazione dai legami karmici imbevuto di filosofia buddhista e ricco di immagini indimenticabili, il travolgente Gloria! di Margherita Vicario con il suo connubio di musica e femminismo, il durissimo e ambiguo Vogter di Gustav Moeller, che ci porta dalla Danimarca una protagonista di grande spessore drammatico come Sidse Babett Knudsen. Quanto alle preferenze della giuria, da non sottovalutare l’interprete di Black tea Nina Mélo che potrebbe aver conquistato la presidente Lupita Nyong’o.

Tra i preferiti di Alessandro Cavaggioni invece La cocina di Alonso Ruizpalacios, caotico viaggio in piano sequenza in una cucina newyorkese, dove nascono amori, speranze e ambizioni di una vita migliore, Langue Ètrangèere di Claire Burger, capace di unire racconto politico e coming of age, intercettando temi cari a nuove e vecchie generazioni, e il toccante My favourite cake di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, in cui una donna iraniana, rimasta sola, decide di tornare a vivere: una commedia romantica capace di far tremare un regime, e, probabilmente, di convincere la giuria internazionale.

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